Pizzo, torna in mare dopo quattro mesi di cure: salvata una tartaruga recuperata in fin di vita
L’esemplare era stato soccorso dalla Guardia Costiera con un amo nell’esofago e materiale plastico nello stomaco. Dopo un lungo percorso di riabilitazione al Centro M.A.R.E. Calabria, è stato liberato
Una storia di recupero, collaborazione istituzionale e tutela della fauna marina si è conclusa questa mattina sulla costa di Pizzo Calabro, dove una tartaruga marina è tornata finalmente a nuotare nel suo habitat naturale dopo oltre quattro mesi di cure specialistiche.
La liberazione è avvenuta oggi, 18 giugno, alle ore 10.30 presso la spiaggia libera dei “7 Nani”, alla presenza dei rappresentanti della Guardia Costiera di Pizzo, del Servizio Veterinario Area C dell’Asp di Vibo Valentia e dei sanitari del Centro Recupero Tartarughe Marine M.A.R.E. Calabria di Montepaone.
L’esemplare era stato recuperato il 3 febbraio scorso dal personale della Capitaneria di porto in condizioni particolarmente critiche. Durante le operazioni di soccorso era stato infatti riscontrato un sottile filo di nylon che fuoriusciva dalla ranfoteca, mentre un amo, non immediatamente visibile, risultava conficcato internamente.
Le successive indagini diagnostiche e l’intervento chirurgico hanno consentito di accertare la presenza dell’amo nella parte inferiore dell’esofago. Ancora più preoccupante il quadro emerso a livello gastrico, dove i veterinari hanno rinvenuto un accumulo di materiale organico e numerosi frammenti di plastica e fili sintetici, rimasti nello stomaco per lungo tempo e in condizioni tali da mettere seriamente a rischio la sopravvivenza dell’animale.
Dopo il primo intervento, il Servizio Veterinario dell’Asp di Vibo Valentia ha disposto il trasferimento della tartaruga al Centro Recupero Tartarughe Marine M.A.R.E. Calabria, struttura di riferimento regionale per il soccorso e la riabilitazione degli esemplari rinvenuti lungo le coste calabresi.
Qui l’animale è stato sottoposto a un delicato percorso terapeutico e di monitoraggio sanitario, seguito dalla dottoressa Antonella Giglio e dall’intero staff veterinario del centro. Grazie alle cure ricevute, la tartaruga ha progressivamente recuperato le proprie condizioni di salute fino a raggiungere l’idoneità per il ritorno in mare.
La reimmissione in libertà è avvenuta nel rispetto delle disposizioni regionali che disciplinano il recupero e la gestione delle specie marine protette, scegliendo un tratto di costa prossimo al luogo in cui l’animale era stato originariamente soccorso.
Particolarmente emozionante il momento in cui la tartaruga ha ripreso il largo, scomparendo tra le acque del Tirreno dopo mesi trascorsi tra interventi chirurgici, controlli e riabilitazione. Un risultato che testimonia l’importanza della sinergia tra Guardia Costiera, servizi veterinari e centri specializzati, oltre a confermare l’efficacia della Rete Regionale Spiaggiamenti della Calabria nella salvaguardia delle specie marine protette.
Un lieto fine che rappresenta anche un richiamo alla necessità di contrastare l’inquinamento dei mari, ancora oggi una delle principali minacce per la sopravvivenza delle tartarughe marine e di numerose altre specie che popolano il Mediterraneo.
