A Vibo il M5S candida Santoro: "Alla Regione serve competenza e trasparenza"
Domenico Santoro è il candidato di Vibo, per il M5S, alle elezioni regionali calabresi che si terranno il prossimo 3 e 4 ottobre (QUI l'elenco completo dei candidati). Attuale consigliere comunale, ex candidato a sindaco, compie un’operazione che una volta il suo stesso movimento avrebbe definito come “saltare da una poltrona a un’altra”: i pentastellati della prima ora, infatti, vietavano la candidatura se si aveva un mandato politico in corso, perché avrebbe significato “tradire la fiducia dei cittadini”. Ma era un’altra epoca, un altro Movimento: “Già ad agosto del 2020 - ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Riccardo Tucci, deputato vibonese - questa regola è stata modificata: un consigliere comunale di minoranza può candidarsi. Superiamo quello che era un limite che tanti ci imputavano, ovvero di candidare sconosciuti”. A lui ha fatto eco Carmen Manduca, coordinatrice provinciale ed ex consigliera di Pizzo: “Era un limite per il movimento, è necessario che una forza politica si evolva”.
"Un conto è Nino Spirlì, un altro Amalia Bruni".
“Competenza, serietà e pacatezza. Queste le doti di Santoro che ha fatto diverse cose per il Comune di Vibo e ci auguriamo che, con la stessa determinazione, possa portare le stesse istanze all’interno del Consiglio regionale, che è determinante per tutte quelle che sono le cose più importanti del Paese”. Questa la presentazione di Riccardo Tucci, dicendosi soddisfatto per aver smentito con i fatti “quelle voci false, che circolavano, secondo cui il M5S non avrebbe presentato una lista”. “Abbiamo un candidato di eccellenza come Amalia Bruni. Un conto è Nino Spirlì, con tutto il rispetto - aggiunge Tucci - un conto è sentire parlare Amalia Bruni”.
La trasparenza "a tratti".
Dal canto suo, invece, Santoro ringrazia “gli attivisti che hanno creduto in me, perché il mio nome non è venuto fuori in modo facile ma dopo tante riunioni”. Spiegando “ciò che serve alla Regione”. Ovvero? “Competenza e trasparenza”. A proposito di trasparenza, però, anche sotto questo aspetto il M5S ha fatto un passo indietro: niente votazione online su Rousseau, a causa dei litigi dei vertici con Casaleggio, ma “strumenti alternativi”: “È stato un periodo transitorio tra il M5S e Rousseau - afferma Tucci - e per questo, a gennaio, sono stati utilizzati strumenti alternativi, con votazioni dei gruppi locali che poi hanno inviato al nazionale le proposte di candidature”. A volte confermate da Giuseppe Conte, spiega il deputato, a volte sacrificate per puntare su “personaggi della società civile”. E i risultati di quelle votazioni o gli strumenti utilizzati? "Non sono stati resi pubblici”.
L'esperienza al Comune di Vibo.
"Prima che diventassi un politico ho scritto tanti libri che sono i best seller della Calabria nel campo dell’urbanistica" dice di sè Santoro, che aggiunge: "Fino al 2012 ho aiutato a ispirare la legge urbanistica della Regione, poi è stata destrutturata. Un altro dei miei impegni è quello della sicurezza del territorio: individuare i punti attaccati dalla criminalità è importantissimo". Ricordando poi i "successi" ottenuti al Comune di Vibo, "anche se non c'è stato seguito da parte dell'Amministrazione". Qualche esempio? "Rendere il comune plastic free, o il concetto dell’acqua pubblica: abbiamo fatto approvare le autobotti e le casette dell’acqua per evitare i momenti di crisi. Oppure sui finanziamenti per la viabilità: il governo Conte ha dato 4 annualità di 136mila euro l'una, abbiamo fatto passare un documento affinchè uno di questi finanziamenti andasse verso le piste ciclabili, ma non le abbiamo viste".
I (presunti) rifiuti tossici nel Vibonese.
Abbiamo infine chiesto al candidato vibonese cosa intende fare, se verrà eletto, per la presunta presenza di rifiuti tossici nelle Serre vibonesi (ne abbiamo parlato QUI in un'inchiesta a più puntate di Zoom24). È necessario, infatti, che la politica regionale faccia quello che finora - nonostante numerosi appelli - non ha fatto: delle ulteriori analisi per capire se effettivamente nelle Serre vibonesi si muore di più, come lasciava trasparire uno studio preliminare dell'Istituto superiore di sanità. "Il mio è un impegno in campo ambientale e urbanistico" ha risposto in modo vago Santoro, secondo cui è necessario per i cittadini della Calabria "conoscere gli elementi di rischio per capire se la propria casa è in una zona di rischio o meno". Ricordando che "le aree bruciate vengono utilizzate dalla mafia per poter nascondere tante cose". E concretamente? "Dobbiamo far partire le bonifiche per 26 siti contaminati, così come ci ha chiesto anche l'Europa. E la Giunta di Spirlì non le ha fatte partire".
