Black Widows, via agli interrogatori di garanzia: scena muta per quattro indagati
Sono stati interrogati nelle carceri di Vibo e Messina cinque delle sei persone coinvolte nell'inchiesta sulla faida delle Preserre vibonesi
Interrogatori di garanzia per le sei persone arrestate nell'ambito dell'operazione Black Widows condotta dalla Squadra Mobile di Vibo sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Davanti al gip Graziamaria Monaco si sono presentati Michele Nardo, 47 anni di Sorianello (marito di Rosa Inzillo); Vincenzo Cocciolo 30 anni di Gerocarne (nipote delle Inzillo) e Gaetano Muller 19 anni di Sorianello (figlio di Rosa Inzillo). Nardo e Cocciolo (difesi dagli avvocati Latassa e Scarmato) hanno rilasciato dichiarazioni spontanee ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. Muller (difeso dall'avvocato Di Renzo), per come accaduto anche in sede di convalida di fermo, ha invece contestato gli addebiti e fornito nuovi elementi circa il suo coinvolgimento nei fatti contestati.
Le donne. Nel pomeriggio nel carcere di Messina è toccato alle sorelle Rosa e Viola Inzillo, rispettivamente 50 e 52 anni, entrambe difese dagli avvocati Latassa e Scarmato. Tutte e due si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Domani mattina al Tribunale di Vibo comparirà anche Teresa Inzillo, la terza sorella, coinvolta nell'inchiesta e ristretta ai domiciliari.
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Black Widows. Le indagini, dirette dai sostituti procuratori della DddaAnnamaria Frustaci e Filomena Aliberti, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio dei fratelli Giovanni Alessandro e Manuel Nesci ed hanno fatto luce su uno spaccato delle attuali dinamiche criminali dell’entroterra vibonese, piagato oramai da decenni dalla contrapposizione (nota alla cronaca come “faida dei boschi” e già costata diverse decine di morti) che vede impegnate nella contesa per il controllo del territorio le famiglie Loielo ed Emanuele-Maiolo. Nell’ambito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale è stata infatti riconosciuta l’esistenza dell’aggravante dell’art. 7 così come contestato dalla Procura distrettuale di Catanzaro.
