Misura cautelare in carcere e reato derubricato da associazione mafiosa a concorso esterno. E' quando deciso dal Tribunale del Riesame di Catanzaro nei confronti dell'avvocato Francesco Stilo, arrestato lo scorso 19 dicembre nell'ambito della maxi inchiesta "Rinascita Scott". Rigettata quindi l'istanza presentata dai suoi legali, gli avvocati Piero Chiodo e Paola Stilo. Durante l'udienza tenutasi giovedì scorso, Stilo aveva ribadito la sua estraneità ai fatti contestati: dalla partecipazione mafiosa, alla truffa assicurativa e al reato di rivelazione del segreto istruttorio. Ai giudici aveva fornito dichiarazioni spontanee sottolineando di aver agito sempre nella massima correttezza e lungo il perimetro della deontologia professionale. Una strenua difesa di quasi due ore che tuttavia è risultata vana visto che il Riesame ha confermato il carcere. I suoi legali non demordono e pensano al ricorso in Cassazione.

L'ipotesi accusatoria. Nell’ordinanza firmata dal gip Barbara Saccà emergono stretti rapporti tra l’avvocato Francesco Stilo e la consorteria del presunto boss di Zungri Peppone Accorinti. Il legale si sarebbe mostrato disponibile anche a compiere azioni illecite per consentire ad Accorinti di continuare a curare i propri affari. L’avvocato avrebbe fornito informazioni su dichiarazioni di collaboratori coperte da segreto istruttorio, comunicando ad affiliati dell’organizzazione notizie investigative ottenute nell’ambito della sua attività professionale di legale o da altri appartenenti all’ambiente criminale locale, intessendo relazioni con impiegati ministeriali per ottenere informazioni.

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