Colpo alla 'ndrangheta: tra i 23 indagati c'è anche un carabiniere (NOMI)
L'inchiesta punta a fare luce su presunti rapporti tra interessi economici, appalti pubblici e dinamiche nel comprensorio tra il Vibonese, il Lametino e altre aree della regione
Prosegue l’attività investigativa della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta denominata “Artemis II”, considerata dagli inquirenti un ulteriore sviluppo delle indagini che nei mesi scorsi avevano già portato a decine di provvedimenti cautelari. Nelle ultime ore i carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura distrettuale.
L’operazione ha interessato diversi territori, con interventi effettuati tra Lamezia Terme e le province di Vibo Valentia, Terni e Como. Al centro dell’inchiesta vi sono numerose ipotesi di reato contestate a vario titolo agli indagati, tra cui associazione mafiosa, concorso esterno, usura, estorsione, corruzione, falso ideologico, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di beni, rivelazione di segreti d’ufficio, concorrenza illecita aggravata e peculato.
Le contestazioni si collocano nella fase preliminare del procedimento e dovranno essere vagliate nelle successive fasi processuali. Per tutti gli indagati resta valido il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Ventitré persone coinvolte nell’inchiesta
Dagli atti emerge un quadro investigativo che coinvolge complessivamente 23 persone. Di queste, nove sono state raggiunte da un provvedimento restrittivo in carcere, mentre le altre risultano indagate senza l’applicazione di misure cautelari personali.
Tra i nomi riportati nel fascicolo compare anche quello di un appartenente all’Arma in servizio nel settore forestale. L’elenco degli indagati comprende inoltre imprenditori, professionisti e soggetti residenti in diverse aree della Calabria e in altre regioni italiane, a testimonianza dell’ampiezza del perimetro investigativo ricostruito dagli inquirenti.
Chi è finito in carcere
Le misure custodiali hanno riguardato nove persone ritenute dagli investigatori centrali nell’organizzazione oggetto dell’indagine. Tra queste figurano Domenico Cracolici, considerato dagli inquirenti una delle figure di riferimento del gruppo investigato, il figlio Giuseppe Cracolici, Giuseppe Vinci, Francesco Feroleto, Pasquale Ventura, Luigi Notarianni, Luca Berlingieri, Rosanna Notarianni e Alfredo Cracolici.
Secondo l’impostazione accusatoria, i soggetti destinatari della misura cautelare avrebbero avuto ruoli differenti all’interno della presunta struttura criminale, contribuendo, con compiti e responsabilità diverse, alle attività finite sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia.
Le indagini proseguono
L’operazione rappresenta un ulteriore tassello di un’inchiesta più ampia che punta a fare luce su presunti rapporti tra interessi economici, gestione degli appalti pubblici e dinamiche riconducibili alla criminalità organizzata nel comprensorio tra il Lametino, il Vibonese e altre aree della regione.
Gli investigatori stanno ora approfondendo ulteriori elementi raccolti nel corso delle attività investigative, mentre gli atti saranno sottoposti al vaglio delle parti nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
