La Procura di Vibo Valentia ha concluso le indagini preliminari relative a due distinti episodi di violenza avvenuti nell’estate del 2025, notificando gli atti a tre persone ritenute coinvolte a vario titolo. Le contestazioni riguardano reati di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale e rappresentano un passaggio importante di un’attività investigativa sviluppata per mesi tra accertamenti tecnici, analisi di immagini e raccolta di testimonianze.

Uno dei fatti al centro dell’inchiesta riguarda l’aggressione subita da un noto commerciante vibonese all’interno della sua attività commerciale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe stato sorpreso da due individui con il volto coperto che, dopo aver fatto irruzione nel negozio, lo avrebbero colpito ripetutamente. La vittima avrebbe tentato di allontanarsi per sottrarsi all’aggressione, ma sarebbe stata raggiunta anche all’esterno del locale prima della fuga dei responsabili.

Determinante per gli accertamenti sarebbe stato il lavoro svolto sulle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Attraverso la ricostruzione dei movimenti di un’autovettura sospettata di essere stata utilizzata dagli aggressori, gli investigatori sono riusciti a delineare un quadro indiziario che ha portato all’individuazione dei presunti responsabili.

Parallelamente, gli inquirenti hanno approfondito un secondo episodio avvenuto nelle acque antistanti Briatico. Durante un controllo effettuato dalla Guardia Costiera a una moto d’acqua, la situazione sarebbe degenerata fino a trasformarsi in uno scontro fisico. Due militari avrebbero riportato ferite dopo essere stati aggrediti nel corso delle verifiche, rendendo necessario l’intervento di ulteriori unità per riportare la situazione alla normalità.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura e sviluppata con il supporto dei carabinieri e della Guardia Costiera, prosegue anche per chiarire eventuali collegamenti con altri episodi verificatisi nello stesso periodo sul territorio vibonese. Tra questi figura anche la vicenda che ha coinvolto un dirigente comunale, vittima di un’aggressione e del successivo incendio della propria autovettura, su cui restano aperti ulteriori approfondimenti.

La chiusura delle indagini non rappresenta una condanna, ma l’atto che precede le eventuali richieste della Procura. Gli indagati potranno ora presentare memorie difensive, chiedere di essere ascoltati o depositare documentazione a sostegno della propria posizione. Resta valida per tutti la presunzione di innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.