In Calabria siamo tristemente abituati, ogni anno, a una stagione turistica che deve fare i conti con la spazzatura, con il mare sporco, con le strade con più buche che asfalto, e con collegamenti inesistenti. Una situazione di perenne emergenza che quest’anno, però, ha raggiunto il limite. E - attenzione! - non per il Coronavirus, perchè, come ha evidenziato l’imprenditore Giovanni Imparato, “il Covid ha scoperchiato un problema, non l’ha creato: questo dev’essere chiaro”. E a spiegare perchè la Calabria si sta avvicinando al baratro ci ha pensato, in una conferenza stampa, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia Gianfranco Comito: “Questa è stata una stagione terribile, la più negativa di tutte, con un danno d’immagine devastante che difficilmente recupereremo”.

Mancata consapevolezza in politica e cittadini. Una tragedia causata non dalle presenze, che nonostante l’emergenza sanitaria sono state da record nel mese di agosto, ma dal fatto che “abbiamo cercato di offrire un’accoglienza turistica in mezzo ai rifiuti, facendo una figura indegna di un paese civile, con le nostre strutture ingolfate dalla spazzatura che non riuscivamo a smaltire”. Il problema di fondo, spiega, è la mancata consapevolezza nella politica e nei cittadini dell’importanza del turismo in Calabria e nel Vibonese: “Turismo - spiega Comito - che lascia sul territorio oltre il 90% del fatturato”. Valorizzando il turismo c’è infatti la possibilità per i vibonesi di vivere in modo diverso, dalle Serre a Joppolo: “Potremmo portare turismo per 7-8 mesi l’anno, con grandi ricadute economiche per il territorio”. Come ha infatti evidenziato l’imprenditrice Concetta Greco, “dobbiamo iniziare a parlare non soltanto di 'stagione turistica', perchè andiamo a limitare la realtà di questo territorio: dovremmo parlare di accoglienza turistica, che andrebbe rafforzata. Anche perchè il turismo - al di là dell’immaginario collettivo - è un’attività trasversale che va ad abbracciare tutta una serie di realtà produttive".

La Calabria non è una destinazione turistica. “Se io ti dico ‘castelli’, a quale regione pensi? E se ti dico 'spiagge'? Se invece dico 'montagne'? A quali parti d’Italia pensate?”. Così si può sintetizzare un’altra grande questione: la Calabria non è una destinazione turistica, caratterizzata da peculiarità specifiche. “La Calabria - evidenzia Gianfranco Comito - è un punto di arrivo per turisti che immaginano di venire un territorio di altissima qualità, ma quando arrivano scoprono che tutto questo non c’è”. E se, invece, si dice la parola “‘ndrangheta”? La Calabria viene in mente subito. E questo nonostante “la ‘nduja di spilinga, la cipolla di Tropea, stanno invadendo il mondo". In altre parole: "Le potenzialità ci sono tutte, ma purtroppo scontiamo un deficit di politica da decenni”. Quella stessa politica che promuove la Calabria “dando più importanza alle clementine che alle località turistiche”, come ha sottolineato Vincenzo Paparatto in merito al cortometraggio del regista Gabriele Muccino. “Quello non è pubblicizzare una terra. È si un video emozionale - afferma il presidente di Confindustria Turismo Vibo - ma a noi non serviva emozione, serviva un video che ci aiutasse a promuovere il nostro territorio”.

Comune di Vibo non attento al turismo. Politica che continua a fare errori su errori quando si parla di turismo, cogliendone solo a parole l’importanza per il territorio. Non servono gli aiuti economici a pioggia, serve una progettualità a medio-lungo termine che nessuno ha mai voluto attuare. Anche nel Comune di Vibo, dove tra l'altro manca l’assessore al turismo, “il Comune è riuscito a rimanere totalmente avulso in questo sistema turismo. Eppure le spiagge ce le ha, le bellezze naturali ci sono, i reperti archeologici anche. E noi siamo ancora qui - continua il presidente di Confindustria Turismo Vibo - a chiederci se il porto debba avere una vocazione turistica o meno. Da quanto tempo sentiamo parlare dei depositi costieri?”. Quali soluzioni, allora? Innanzitutto usare la tassa di soggiorno secondo quanto previsto dalla legge: per la manutenzione e riqualificazione del territorio. “Quelle risorse non sono poche, anzi. E il mancato utilizzo ha inciso profondamente”. Come nel Comune di Ricadi, dove "non è stato investito un solo euro per la destinazione che la tassa di soggiorno impone per legge".

Impossibile essere al pari di altre regioni. Mancanza cronica di collegamenti con aeroporto e stazioni, di trasporti, "delle più elementari necessità per portare avanti un'offerta turistica". Sono decenni che si parla di depurazione e ancora "si aspetta un’iniziativa decisa per risolvere il problema". Una viabilità "non degna di un paese civile". Una pessima connessione ad internet. E poi, è necessario sottolinearlo nuovamente, uno scorretto utilizzo della tassa di soggiorno. Servono insomma delle opere a medio lungo termine che possano riqualificare il territorio e, conseguentemente, l’offerta turistica. "Non dico che dobbiamo essere al pari delle altre regioni, perchè abbiamo accumulato un gap impressionante", ma "in queste condizioni è difficile continuare a fare turismo". Al coraggio e alle capacità degli operatori turistici deve corrispondere quanto meno una corretta gestione dei rifiuti e del decoro urbano. "Non è possibile che ogni anno ci siano le stesse difficoltà. Invochiamo un’azione decisa - conclude Gianfranco Comito, annunciando una serie di incontri istituzionali dove Confindustria porterà questo grido di allarme - che con la giusta programmazione offra soluzioni ai problemi. Per evitare che anche nella stagione turistica 2021, se mai ci sarà, saremo sommersi dai rifiuti".