I lavori avrebbero modificato anche il percorso del fiume Mesima, con il titolare dell'impresa che secondo la Procura di Vibo avrebbe stravolto le opere programmate

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di GIUSEPPE BAGLIVO

Ha bussato la Guardia di Finanza anche alla porta della Provincia di Reggio Calabria, al fine di acquisire documenti sulla società Cavalleri di Bergamo, oggi in liquidazione. L'inchiesta mette in evidenza il rischio di crollo di alcuni viadotti dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nel tratto compreso fra gli svincoli di Mileto e Rosarno. I viadotti, secondo l'accusa, sarebbero stati costruiti in zone a rischio idrogeologico e senza adeguati studi idraulici, con il rischio di esondazione del fiume Mesima che passa sotto alcuni viadotti dell'autostrada. 

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Un pericolo che il pm della Procura di Vibo Valentia - sulla scorta dell'attività investigativa della Guardia di Finanza - definisce come "concreto ed attuale", attesa la mancanza di opere a difesa dei cantieri autostradali. Lavori che avrebbero modificato anche il percorso dello stesso fiume Mesima con conseguente rischio di inondazione della strada provinciale (in provincia di Vibo) numero 58, come già avvenuto nel marzo scorso. 

L'impresa appaltatrice dei lavori, la "Cavalleri ", secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe stata inoltre informata dei rischi in corso d’opera da un ingegnere nominato quale consulente esterno. Tale ingegnere è stato sentito come persona informata dei fatti dalla Procura di Vibo ed ha ribadito agli investigatori la necessità urgente di mettere in sicurezza tutti i viadotti dell'autostrada a ridosso del fiume Mesima.

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"La situazione - ha riferito il consulente - è stata da me oralmente rappresentata a Cavalleri Gregorio, ma questi mi ha detto che non c’erano i soldi per tali interventi”. Il direttore dei lavori e responsabile del cantiere dei lavori Paolo Campanella, indagato nell'inchiesta, ha quindi raccontato ai magistrati della Procura di Vibo Valentia che lo stesso Cavalleri gli riferì che "per fare economia" bisognava "stringere le sezioni delle rampe, risparmiando così sui metri cubi e sui volumi di materiale". Riduzioni che sarebbero state effettivamente fatte su due cavalcavia.

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L'inchiesta nasce a seguito di alcune intimidazioni subite dalla ditta "Cavalleri" nel 2014, con l'incendio di alcuni mezzi. Le intercettazioni telefoniche disposte dalla Dda di Catanzaro nei confronti di dirigenti, funzionari ed operai tanto della società "Cavalleri", quanto dell'Anas, avrebbero permesso di portare alla luce un "sistema" di esecuzione dei lavori le cui indagini sono state poi trasmesse per competenza territoriale e funzionale alla Procura di Vibo. Sentito a verbale dal pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, il 4 maggio scorso Paolo Campanella ha confermato che "Gregorio Cavalleri stravolgeva le attività programmate di realizzazione delle opere autostradali per raggiungere i suoi obiettivi distorti". Tale affermazione è supportata anche da un'intercettazione telefonica (agli atti dell'inchiesta) in cui il consulente esterno, nominato dalla stessa ditta per valutare i rischi in corso d'opera dei lavori sull'A3, avrebbe affermato che Gregorio Cavalleri “del lavoro che stiamo facendo non gliene frega assolutamente niente, gli interessa soltanto quello che riesce a tirare fuori”.

sequestro autostrada2Da ricordare che sempre la Procura di Vibo Valentia il 18 aprile scorso ha sequestrato la galleria “San Rocco” in cui hanno trovato la morte il 25 novembre 2015 Domenico Napoli di Melicucco e l’1 marzo scorso quattro ragazzi di Gioia Tauro: Marzio Canerossi, Giuseppe Speranza, Fortunato Calderazzo e Francesco Carrozza.

La ditta che ha eseguito i lavori nella galleria e quella interessata alle opere sul tratto autostradale ora sequestrato sono differenti, ma entrambe hanno lavorato sul medesimo tratto dell'A3 oggi finito nelle inchieste degli inquirenti. La Procura di Vibo Valentia ha nominato la dirigente del settore viabilità della Provincia di Reggio Calabria, Domenica Catalano, amministratrice e curatore del tratto della Strada provinciale numero 58 sottoposto a sequestro.

Sempre la Procura di Vibo ha poi nominato il capo Compartimento Anas della Salerno-Reggio Calabria, ingegnere Vincenzo Marzi, amministratore giudiziario del tratto della A3 sequestrato.

Due i percorsi alternativi: Rosarno - Serrata- SP 52 Ponte Metramo- quadrivio Ciuciola - innesto SP4 e viceversa; e SP 52 Ponte Metramo- quadrivio Ciuciola- SP 62- Bivio Arcieri- SP 58 Serrata- San Pietro di Caridà".

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