Vibo sotto assedio: auto in fiamme al dirigente, il Comune ormai è fuori controllo
Dalle auto incendiate agli agguati armati, passando per pestaggi e minacce recapitate direttamente negli uffici comunali: a Palazzo Luigi Razza si respira un clima da emergenza permanente
Non si arresta la spirale criminale che da mesi sta travolgendo il Comune di Vibo Valentia. Nella notte ignoti hanno incendiato l’auto del dirigente comunale Andrea Nocita, parcheggiata nei pressi della stazione di Vibo-Pizzo. Un episodio gravissimo che arriva a distanza di pochi giorni dall’aggressione subita dallo stesso dirigente dell’Urbanistica, colpito in un vero e proprio agguato a bastonate proprio nell’area dello scalo ferroviario.
Ma ciò che sta accadendo nel capoluogo vibonese non può più essere liquidato come una sequenza di episodi isolati. Il quadro che emerge è quello di una città dove le istituzioni sono finite sotto attacco sistematico e dove all’interno di Palazzo Luigi Razza il controllo sembra ormai completamente svanito. Un clima pesantissimo, alimentato da intimidazioni, violenze e azioni sempre più spavalde che stanno colpendo amministratori, dirigenti e dipendenti comunali.
L’ultimo segnale di questa escalation riguardava l’assessore al Personale e al Contenzioso Marco Talarico, destinatario di una lettera minatoria accompagnata da un messaggio inquietante: «Il prossimo sarai tu!». Una minaccia che ha immediatamente fatto scattare l’allerta massima anche per le modalità con cui sarebbe stata recapitata. La busta, infatti, non sarebbe transitata attraverso i normali canali postali ma sarebbe stata depositata direttamente all’interno degli uffici comunali, particolare che apre scenari ancora più inquietanti sulla libertà di movimento degli autori all’interno dell’Ente.
La Scientifica ha isolato gli uffici dell’assessore effettuando rilievi alla ricerca di impronte o tracce biologiche, mentre Talarico è stato ascoltato a lungo dagli investigatori della Questura. Un episodio che conferma una pericolosa escalation e una crescente sensazione di vulnerabilità dentro il Municipio.
La cronistoria degli ultimi mesi racconta infatti di una deriva sempre più violenta. Tutto ebbe inizio nel luglio del 2025, quando l’auto di Claudia Santoro, dirigente del settore Affari Finanziari, venne distrutta da un incendio doloso. Quello che allora sembrava un grave episodio intimidatorio si è presto trasformato nel primo atto di una strategia del terrore.
Nel dicembre del 2025 la violenza ha oltrepassato il perimetro istituzionale per colpire direttamente la sfera privata degli amministratori. Il marito della consigliera comunale Laura Pugliese fu infatti vittima di un brutale raid punitivo: due uomini incappucciati e armati di manganelli fecero irruzione nella sua attività commerciale colpendolo violentemente.
Il salto di qualità criminale si è registrato però nel gennaio del 2026 con l’attentato ai danni del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Contro la sua automobile vennero esplosi diversi colpi di pistola mentre stava rincasando. Un agguato che solo per puro caso non si è trasformato in tragedia.
Poi l’assalto ad Andrea Nocita, pestato nei pressi della stazione ferroviaria, e ora l’incendio della sua vettura. Una doppia intimidazione che dimostra come nel mirino siano finite figure strategiche dell’apparato amministrativo comunale, soprattutto nei settori più delicati e nevralgici.
A Vibo Valentia il clima è ormai quello di una città sotto pressione permanente. Nei corridoi del Comune serpeggiano paura e tensione, mentre dirigenti e amministratori lavorano con la consapevolezza di poter diventare il prossimo bersaglio. La sensazione diffusa è che lo Stato rischi di perdere terreno proprio dentro le stanze delle istituzioni locali.
