Dopo quelli di Nicola Adamo, Giacomo Mancini e Marco Ambrogio sull'asse Roma-Cosenza si spende anche il nome di Carlo Guccione. Ma il presidente Mario Oliverio ancora tace...

Nessuna reazione. Non una parola spesa per esprimere un commento su ciò che sta accadendo. Il presidente della Regione continua a voler mantenere un profilo istituzionale, distaccato cioè dagli affanni della politica quotidiana... Ma in realtà anche il suo cellulare è rovente. Anche a lui spetta il compito di esprimere il suo placet sul nome del futuro candidato a sindaco per il Pd. Di Adamo, Mancini e Ambrogio già s'è detto (leggi qui) ma ora sarebbe curioso capire quale sia la reazione di  Mario Oliverio di fronte al nome di Carlo Guccione.

Mario Oliverio

Il suo ex principale sponsor elettorale, nonché ex assessore regionale, in queste ore sarebbe stato contattato dai vertici dei Pd per comprendere se possa offrire anche la sua disponibilità alla candidatura. Una scelta che, a leggere gli eventi degli ultimi mesi, certamente non risulterebbe particolarmente gradita al presidente della Regione con il quale le frizioni innescate in occasione della "rimborsopoli" calabrese dalla quale Guccione è uscito pulitissimo non sono state mai sanate. E' vero che il consigliere regionale potrebbe raccogliere consensi anche al di fuori del Pd, ma è altrettanto vero che una parte - quella che fa capo al governatore - pretenderebbe ampie garanzie prima di assicurare il sostegno all'ex delfino di Oliverio. E' assai difficile che i fratelli Gentile rinneghino il supporto accordato ad Enzo Paolini. Quindi, la strada per una candidatura a sindaco dell'uomo più votato alle ultime elezioni regionali appare già in salita.

Un dato, intanto, è certo: Roma continua a tenere ben salde in mano le redini delle strategie politiche da adottare a Cosenza. Un bene e un male. Un male perché la classe politica locale non riesce ancora a liberarsi dalla dipendenza diretta di quei potenti che dispongono di strumenti istituzionali per fare le fortune (o la rovina) delle città; un bene perché in questa prima fase di campagna elettorale più d'uno, proveniente dal mondo della (im)prenditoria più becera, ha tentato di suggerire a questo e quello le scelte da adottare sulla composizione delle liste, trovando prima il muro di Presta e poi quello capitolino, assai più difficile da abbattere...

p. p. cam

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