La confusione della giornata di ieri al Palazzetto dello Sport di Vibo Valentia, dove vengono effettuati i tamponi per il Coronavirus, è diventato un caso arrivato anche in Consiglio comunale. Il sindaco Maria Limardo ha infatti chiarito che “la preoccupazione legittima dei cittadini di Piscopio (con attualmente 120 persone risultate positive, ndr) ha generato il fatto che moltissime persone si siano portate, pur senza aver comunicato la loro presenza, presso la postazione dove venivano effettuati i tamponi". Aggiungendo poi che “nonostante la gravità della situazione alcuni consiglieri di opposizione si sono fiondati come avvoltoi su una situazione drammatica, gettando benzina sul fuoco invece di trasmettere alla comunità messaggi tranquillizzanti”.

"Quale il ruolo del Comune sui tamponi?".
Il riferimento era alla nota del gruppo “Vibo Democratica” secondo cui "la confusione regna sovrana al Comune di Vibo" (ne abbiamo parlato QUI). Al primo cittadino ha risposto prima il consigliere Giuseppe Policaro, secondo cui "l'emergenza va gestita senza tentennamenti e la confusione è stata testimoniata dalla stampa". Sottolineando inoltre che il problema non è riferito solo a Piscopio ma "riguarda tutta la città di Vibo Valentia". A lui ha poi fatto eco il consigliere del Pd Stefano Soriano, che ha chiesto al sindaco Limardo di "chiarire che ruolo ha avuto il Comune nel mandare le persone non registrate a fare il tampone".

"Fatto gravissimo".
Il problema di fondo è che, secondo il consigliere del Pd Stefano Luciano, "si è verificato un fatto gravissimo: due consiglieri comunali (Pietro Comito e Giuseppe Cutrullà, ndr) hanno redatto una lista di soggetti che si sarebbero dovuti sottoporre a tampone, diversa da quella ufficiale dell’Asp". Con la conseguenza "di aver creato un sovraffollamento al Palazzetto dello Sport, determinando così una situazione di pericolo concreto rispetto a quanto previsto dal protocollo". "Come si può permettere un consigliere comunale di redigere una lista alternativa a quella dell’Asp? E come fa un sindaco a non prendere le distanze e a non chiarire i contorni di questa scelta?".

"Limardo informi la Procura".
"La gente non sa a chi rivolgersi, i numeri dell’Asp sono sempre occupati" ha allora ribattuto Giuseppe Cutrullà. "Il primo elenco ci è stato chiesto dall’Asp perchè non riuscivano a tracciare il contagio. Ci sono stati infatti diverse fonti della diffusione del virus: c’è stata la novena, la scuola, ma non (come emerso) la 'maialata'. Purtroppo neanche l’Asp è riuscita a ricostruire la linea di contagio". E quindi, rispondendo a Stefano Luciano, ha precisato: "Ce ne siamo fatti carico perchè ce l’ha chiesto la gente e anche l’Asp". "Chiedo al sindaco - ha allora ribattuto, alzando i toni, lo stesso Luciano - di informare la Procura, perchè Cutrullà dichiara che i dirigenti dell’autorità sanitaria l’hanno chiamato per redigere una lista: è una cosa gravissima". Lasciando intendere la gravità sia di un'Azienda sanitaria che si basa su soggetti esterni, non qualificati, per capire a chi effettuare il tampone, sia il fatto che la stessa Asp non fosse in grado - in piena emergenza - di effettuare il tracciamento dei contagi.

"Non mi sono tirato indietro, in emergenza non ci sono colori politici".
La discussione è poi terminata con il consigliere Pietro Comito che ha provato a calmare gli animi: "Abbassiamo i toni in questo momento difficile, fermiamo le polemiche. I problemi si combattono se tutti manteniamo la calma e restiamo nei limiti. Ci sono altri modi e altri tempi, oggi no". Cutrullà ha poi chiarito successivamente la sua posizione sui social: "Sono basito e senza parole dagli attacchi subiti oggi da parte di Stefano Luciano. Tutti sanno l'emergenza che si sta vivendo a Piscopio, e che ahimè vivo sulla mia stessa pelle, eppure non mi sono tirato indietro dal mio ruolo pubblico nel fornire e guidare i miei amati concittadini. Il consigliere Luciano ha osato accusare me e Pietro Comito di aver sfruttato la situazione per ottenere visibilità. Nel paese dove sono nato e cresciuto, e dove continuo a vivere, non ho certo bisogno di alcuna visibilità. Caro Luciano, avrei preferito sprofondare nell'oblio, piuttosto che vivere una simile emergenza. La paura dentro di me si moltiplica ad ogni chiamata ricevuta dai miei concittadini, eppure non mostro tale debolezza al mio interlocutore, devo rassicurarlo, è necessario, mantenendo lucidità per guidarlo al meglio". "In un simile momento non ci sono colori politici - ha concluso - e con il concittadino Pietro Comito abbiamo cercato di dare forza alla nostra gente, disorientata e smarrita dallo tsunami Covid".

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