'Ndrangheta: clan Patania, processo "Gringia" fra depistaggi e memoriali tardivi
Cristian Loielo deposita in Assise a Catanzaro un memoriale per addossarsi l'omicidio di Giuseppe Matina, alias "Gringia". Per il pm un tentativo di inquinare le prove
[banner no]

Non sono mancati i "colpi di scena" ieri nell'aula della Corte d'Assise di Catanzaro dove si sta celebrando il processo nato dall'operazione antimafia denominata "Gringia" e che mira a far luce sulla guerra di mafia nel Vibonese fra il clan Patania di Stefanaconi contrapposto sia al gruppo che sarebbe capeggiato da Emilio Antonio Bartolotta (operante sempre a Stefanaconi) e sia al clan dei Piscopisani ( "famiglie" Battaglia e Fiorillo). Un dibattimento che ieri ha registrato la requisitoria del pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, il quale ha chiesto alla Corte la condanna all'ergastolo per gli 11 imputati. Quattro gli omicidi al centro del processo, ovvero quelli ai danni di: Michele Mario Fiorillo (16 settembre 2011), Giuseppe Matina (20 febbraio 2012), Francesco Scrugli (21 marzo 2012), Davide Fortuna (6 luglio 2012). Sei invece i tentati omicidi: Rosario Fiorillo (14 dicembre 2011), Francesco Calafati (21 marzo 2012), Francesco Scrugli (11 febbraio 2012), Rosario Battaglia e Raffaele Moscato (21 marzo 2012), Francesco Meddis (26 giugno 2012). Fra le richieste di condanna al carcere a vita, anche quella formulata nei confronti Cristian Loielo, 25 anni, di Sant’Angelo di Gerocarne (Vv) il quale ieri nel corso dell'udienza ha presentato un memoriale per farsi carico dell'omicidio di Giuseppe Matina, alias "Gringia", consumato a Stefanaconi, ed anche del precedente tentato omicidio ai danni dello stesso soggetto.

Il memoriale di Loielo ed il depistaggio. Sono otto le pagine scritte da Cristian Loielo e consegnate alla Corte d'Assise. Un racconto, il suo, in contrasto con quanto reso da tempo agli inquirenti, e poi confermato ai giudici nel corso del processo, dai collaboratori di giustizia Daniele Bono e Loredana Patania, quest'ultima allo stesso tempo nipote del defunto boss Fortunato Patania (ucciso nel settembre 2011 nella sua Stazione di carburanti nella Vallata del Mesima), cugina dei fratelli Patania (figli di Fortunato) imputati nel processo "Gringia", nonchè moglie di Giuseppe Matina (alias "Gringia") e compagna di Daniele Bono con il quale ha poi iniziato una relazione sentimentale. Le dichiarazioni di Loielo, inoltre, appaiono in contrasto pure con quanto confessato dallo stesso autore materiale dell'omicidio di Giuseppe Matina, vale a dire Arben Ibrahimi, il killer macedone (poi divenuto collaboratore di giustizia) che sarebbe stato assoldato e pagato dai Patania per una serie di "missioni di morte" contro i rivali.

La versione di Cristian Loielo. Secondo l'imputato, la relazione sentimentale fra Daniele Bono e Loredana Patania sarebbe nata già in costanza del matrimonio della donna allorquando la stessa andò ad aprire un negozio di generi alimentari a Sant'Angelo di Gerocarne. Qui la donna - secondo Loielo - avrebbe conosciuto Daniele Bono (pure lui di Sant'Angelo) e fra i due sarebbe nata una relazione sentimentale "venuta a conoscenza di Giuseppe Matina". La relazione extraconiugale fra Loredana Patania e Daniele Bono, ad avviso di Loielo, sarebbe quindi alla base sia del tentato omicidio ai danni di Giuseppe Matina, "sparato a colpi di fucile a bordo dell'auto per impaurirlo", sia del successivo omicidio. Per il primo fatto di sangue, Cristian Loielo accusa se stesso e Daniele Bono, mentre l'omicidio sarebbe stato compiuto sempre da Loielo con il concorso materiale di Arben (detto "Alberto") Ibrahimi. Le motivazioni? Secondo Loielo, la stessa Loredana Patania avrebbe messo la somma di 10mila euro per pagare i killer del marito ed intascare in tal modo i soldi dell'assicurazione sulla vita stipulata dal marito. Soldi che poi dovevano essere divisi fra lo stesso Loielo e Arben Ibrahimi. La stessa Loredana Patania - stando al "memoriale" di Loielo - sarebbe stata complice dei killer del marito aprendo ai sicari la porta di casa al fine di uccidere Giuseppe Matina in data 20 febbraio 2012.

L'inquinamento delle prove evidenziato dal pm Falvo. La versione di Cristian Loielo si scontra tuttavia con alcune evidenti emergenze investigative ed istruttorie. Innanzitutto, di un piano per "inquinare" il processo "Gringia" aveva parlato anche il pentito Raffaele Moscato (ex killer del clan dei Piscopisani) quando aveva raccontato agli inquirenti di un colloqui in carcere nel corso del quale Giuseppe Patania avrebbe raccontato a Rosario Battaglia che si sarebbe lui stesso addossato la responsabilità di tutti i fatti di sangue pur di scagionare e far uscire dal carcere tutti i suoi fratelli. in secondo luogo, Cristian Loielo non è un collaboratore di giustizia a differenza di Daniele Bono, Loredana Patania e, soprattutto, Arben Ibrahimi che ha svelato ed offerto numerosi e d insuperabili riscontri sui fatti di sangue dei quali è stato diretto protagonista.

Loredana Patania e Daniele Bono sono inoltre concordi nel spiegare che sulla "testa" di Giuseppe Matina pendeva da tempo una condanna a morte da parte dei Patania in quanto gli stessi ritenevano la vittima legata al suo compare Emilio Antonio Bartolotta (che ha battezzato la figlia di Matina e della Patania) ed inoltre sospettavano lo stesso "Gringia" di essere uno dei mandanti dell'attentato dinamitardo compiuto alla Stazione di benzina (con annesso bar-ristorante-hotel) dei Patania. Anche in relazione all'assicurazione sulla vittima, la Patania aveva dato da tempo le sue spiegazioni agli inquirenti raccontando di aver ricevuto una lettera dalla banca e di aver scoperto che il marito aveva versato poche rate e che se voleva avrebbe potuto incassare 400 euro, somma rifiutata dalla collaboratrice, ma pretesto dell'assicurazione che sarebbe stato utilizzato dai Patania per far credere al killer che la donna era a conoscenza dell'agguato da compiere ai danni del marito. Lo stesso killer Arben Ibrahimi ha poi raccontato che nel ricevere dai Patania il mandato di sparare a Matina, aveva avuto indicazioni di uccidere anche la stessa Loredana Patania qualora la donna avesse detto qualcosa al killer. (g.b.)
ESCLUSIVO | 'Ndrangheta, Moscato racconta la faida tra i Patania e i Piscopisani (AUDIO)
'Ndrangheta: "Gringia", Pm chiede 11 ergastoli per clan Patania e Mancuso
‘Ndrangheta: omicidio Matina (“Gringia”) a Stefanaconi, in 6 chiedono rito abbreviato
ESCLUSIVO | ‘Ndrangheta, il pentito Moscato: “Così hanno ucciso Scrugli” (AUDIO)
ESCLUSIVO | ‘Ndrangheta, Moscato: “Così volevano tagliare la testa a Scarpuni” (AUDIO)
ESCLUSIVO | ‘Ndrangheta, il pentito Moscato in Assise a Catanzaro (AUDIO)
Processo al clan Patania: “scontro” nell’Arma, carabinieri contro carabinieri
‘Ndrangheta, processo ai Patania di Stefanaconi: maresciallo in aula
