Quella di domani non sarà una domenica come le altre per il Luigi Razza. Il match si preannuncia come una sfida ad alta tensione emotiva, non solo sul campo ma anche sugli spalti. Per l'occasione, l'assessore comunale allo Sport, Stefano Soriano, ha voluto rivolgere un accorato appello alla cittadinanza, invitando i vibonesi a rispondere "presente" per sostenere i colori rossoblù.

L'assessore Soriano non usa giri di parole e parla direttamente alla pancia e al cuore dei tifosi. Consapevole che la tifoseria ospite arriverà in massa per sostenere il Savoia, la priorità è blindare simbolicamente le mura amiche.

"Vi parlo con il cuore, prima ancora che come Assessore allo Sport," scrive Soriano. "Sappiamo che arriveranno tanti tifosi ospiti per sostenere il Savoia. È giusto così, il calcio è passione. Ma la nostra risposta deve essere altrettanto forte. Dobbiamo esserci noi, con la nostra voce, il nostro orgoglio, il nostro attaccamento ai colori rossoblù".

Per Soriano, la squadra di calcio rappresenta qualcosa che va oltre i novanta minuti di gioco: è un simbolo di resilienza e identità territoriale. L'invito è quello di trasformare lo stadio in una vera e propria bolgia civile, dove il sostegno ai ragazzi in campo diventi il motore della prestazione sportiva.

L'assessore esorta a portare allo stadio figli, amici e familiari per creare un clima di festa. "Dobbiamo far sentire che questa è casa nostra. La Vibonese non è solo una squadra: è la nostra città che lotta, che corre, che non molla".

Un passaggio fondamentale dell'appello riguarda il comportamento, auspicando calore e passione ma sempre nel segno del rispetto e dell'unità comunitaria.

Il messaggio dell'assessore si chiude con una promessa di presenza fisica: "Io ci sarò. Vi aspetto allo stadio, tutti insieme per la nostra Vibonese". L'obiettivo è chiaro: riempire i settori del Razza per dare una spinta decisiva alla squadra in un momento cruciale del campionato.

Domenica, dunque, la parola passa al campo, ma il primo "gol" l'amministrazione prova a segnarlo chiamando a raccolta il pubblico delle grandi occasioni.