Sparatoria in Calabria, arrestato il secondo presunto responsabile
Proseguono le indagini sul conflitto a fuoco che a maggio aveva seminato paura nel centro cittadino. Dopo il primo fermo, scatta una nuova misura cautelare per tentato omicidio e detenzione illegale di armi
La Procura di Cosenza accelera sull'inchiesta relativa alla sparatoria avvenuta nel cuore della città lo scorso 15 maggio. Nella mattinata di mercoledì gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto coinvolto nel violento episodio che aveva scosso residenti e passanti.
Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della magistratura cosentina, riguarda le ipotesi di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Si tratta del secondo arresto nell'ambito dello stesso procedimento investigativo: nei giorni immediatamente successivi ai fatti un altro soggetto era già stato fermato e successivamente sottoposto a misura restrittiva.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due uomini sarebbero stati protagonisti di un vero e proprio confronto armato avvenuto in uno spazio pubblico particolarmente frequentato. Durante lo scontro sarebbero stati esplosi diversi colpi di pistola, mettendo a rischio non soltanto i diretti interessati ma anche le numerose persone presenti nell'area in quel momento.
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica e sviluppata dagli uomini della Squadra Mobile, si è concentrata sulla raccolta di elementi utili a ricostruire con precisione le varie fasi dell'accaduto. Decisivo si sarebbe rivelato il lavoro svolto sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza installati nella zona, integrate da ulteriori accertamenti e attività di riscontro sul territorio.
Attraverso l'analisi del materiale acquisito, gli investigatori sono riusciti a delineare il quadro dei movimenti dei presunti protagonisti e a ricostruire la dinamica dello scontro. Gli elementi raccolti hanno consentito agli inquirenti di formulare un impianto accusatorio ritenuto sufficientemente solido per richiedere ed ottenere le misure cautelari.
L'episodio aveva provocato forte preoccupazione in città per le modalità con cui si era verificato. L'utilizzo di armi da fuoco in pieno centro urbano aveva infatti alimentato timori per la sicurezza pubblica, considerata la presenza di numerosi cittadini nelle vicinanze al momento degli spari.
La magistratura precisa che le indagini sono ancora in corso e che gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino all'eventuale sentenza definitiva. Le accuse formulate saranno ora sottoposte al vaglio delle successive fasi processuali, nel rispetto del principio del contraddittorio tra accusa e difesa.
