'Ndrangheta, scarcerato il braccio destro del vertice del clan (NOME)
L’arresto era scattato lo scorso 5 maggio 2025, a seguito delle pesanti dichiarazioni rese proprio dal collaboratore di giustizia
Una nuova decisione scuote il panorama giudiziario legato all’inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella Curva Nord dell’Inter. Francesca Ballesi, GIP del Tribunale di Milano, ha disposto la scarcerazione di Domenico Sità, concedendogli il beneficio degli arresti domiciliari in attesa della conclusione del processo di primo grado.
Sità, originario di Rosarno, era considerato dagli inquirenti il braccio destro di Antonio Bellocco, l'esponente dell'omonimo clan ucciso il 4 settembre 2024 a Cernusco sul Naviglio dall'allora capo ultras nerazzurro Andrea Beretta.
L’arresto di Sità era scattato lo scorso 5 maggio 2025, a seguito delle pesanti dichiarazioni rese proprio dal collaboratore di giustizia Andrea Beretta. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Sità avrebbe agito come emissario di Berto Bellocco (fratello di Antonio), giungendo a Pioltello il 23 luglio 2024.
L’obiettivo della missione, secondo l'accusa, sarebbe stato quello di intimidire Beretta per costringerlo a cedere la gestione della "CN69 Curva Nord", la società attiva nel lucroso business del merchandising della tifoseria organizzata, agli esponenti della famiglia calabrese.
Come riportato oggi da La Gazzetta del Sud, l’insediamento di Antonio Bellocco nel capoluogo lombardo sarebbe stato favorito da Marco Ferdico, figura di vertice del direttivo della Nord (attualmente in carcere). Ferdico avrebbe garantito a Bellocco un alloggio e un’occupazione lavorativa fittizia, permettendogli di muoversi liberamente nel tessuto milanese.
I proventi delle attività illecite gestite dal rosarnese sarebbero poi stati girati al clan per il sostentamento degli affiliati detenuti, consolidando il legame economico tra la Curva e la casa madre calabrese.
Sia Sità che Berto Bellocco erano stati intercettati nei mesi scorsi dal giornalista e massmediologo Klaus Davi. Sità era stato raggiunto presso la sua autorimessa a Rosarno il 2 maggio 2025, appena tre giorni prima del suo arresto, decidendo tuttavia di trincerarsi dietro il silenzio. Di tenore diverso erano state le parole di Berto Bellocco, il quale, incalzato dalle domande, aveva replicato: "Devi andare a vedere al Tribunale se Antonio ha avuto giustizia, ti chiedo di lasciarmi in pace per la memoria di mio fratello. Io non so nulla".
Ora, con il passaggio ai domiciliari di Sità, si attende il prossimo capitolo di un processo che continua a svelare i complessi intrecci tra criminalità organizzata, affari e tifo sportivo.
