L'imprenditore lametino, presidente di Confagricoltura, si è visto annullare il sequestro preventivo di poco meno di 300mila euro

Il rapporto della Guardia di Finanza sembrava inchiodare Alberto Statti, l'imprenditore lametino accusato di condotte estorsive nei confronti dei propri dipendenti, con la riduzione dei pagamenti del 30% rispetto al dovuto. Un'accusa che oggi il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rispedito al mittente, ritenendola infondata.  

E' stato così annullato il sequestro preventivo di 289.043,73 euro nei confronti del presidente di Confagricoltura Calabria, oltre che della sua azienda, "L'Agricola Lenti".  I giudici hanno anche annullato l'interdizione nei confronti dello stesso Alberto Statti. Tutti accolti dal Tribunale i ricorsi presentati dalla difesa.

"Non è configurabile, neppure sul piano del fumus, la ipotizzata fattispecie delittuosa di estorsione di Statti Alberto ai danni dei lavoratori specificatamente indicati nella provvisoria imputazione; consegue l'annullamento del decreto di sequestro preventivo adottato dal gip del Tribunale di Lamezia Terme in data 30 maggio 2017". "Insussistente" è stato dichiarato il quadro indiziario relativo all'ipotesi di accusa. I giudici sono entrati nel merito delle accuse, smantellando il castello accusatorio. Viene addirittura annotato, "che Statti ha fornito la dimostrazione di aver corrisposto, ai dipendenti interessati, somme uguali o addirittura maggiori di quelle risultati dalle buste paga emesse, con ciò facendo venir meno il periculum in mora della misura cautelare reale disposta con decreto del gip Tribunale di Lamezia Terme".

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