Un presunto sistema di illeciti nel settore sanitario, basato su ricette irregolari e rapporti compiacenti tra professionisti, è al centro dell’operazione “Ricette d’oro” condotta dai Carabinieri del NAS di Reggio Calabria, con il supporto dei militari del Gruppo Tutela della Salute di Napoli e dei reparti territoriali dell’Arma.

Su disposizione del GIP di Reggio Calabria, sono state eseguite misure cautelari nei confronti di sei persone, ritenute a vario titolo coinvolte in ipotesi di corruzione, truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale e falsità ideologica. Tre indagati sono finiti agli arresti domiciliari, uno è stato raggiunto da un provvedimento interdittivo che gli vieta l’esercizio della professione medica per sei mesi, mentre altri due sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, l’attività illecita sarebbe emersa grazie a intercettazioni, perquisizioni, sequestri e acquisizione di documentazione sanitaria. Le indagini avrebbero inoltre evidenziato il coinvolgimento di medici di base e farmacisti operanti sul territorio, ritenuti parte di un sistema di gestione irregolare delle prescrizioni.