Vibo dice no alla violenza, Consiglio comunale aperto con cittadini e istituzioni: "Facciamo rete" (FOTO)
Tutta la comunità di Vibo Valentia vuole dire no a un ritorno a un periodo buio, in cui la violenza era quotidianità e abitudine. Per questa ragione è stato molto partecipato il Consiglio comunale aperto che si è svolto questa mattina - dopo la manifestazione di sabato scorso organizzata da Libera - per portare avanti un “dialogo”, come l'ha definito il presidente dell'Assemblea Rino Putrino, necessario dopo il tentato omicidio che si è consumato in una piazza della movida vibonese nella notte tra il 16 e il 17 ottobre scorso. Presenti in diversi: la Giunta, i consiglieri comunali, don Filippo Ramondino per conto del vescovo Nostro, diversi sindaci del territorio, i consiglieri regionali neo eletti, alcuni dirigenti scolastici, la sottosegretaria Dalila Nesci, i rappresentanti di Libera, il procuratore Falvo (arrivato poco dopo l’inizio e accolto con un applauso), il comandante provinciale dei carabinieri e quello della Guardia di Finanza, il questore e non solo.
"Ho sentito forte l’esigenza di chiedere la convocazione di questo Consiglio comunale aperto - ha spiegato il sindaco della città Maria Limardo - perché fosse forte e determinata la ferma condanna per il vile gesto che ha coinvolto soprattutto dei ragazzi giovani, e per riaffermare quei valori di libertà, democrazia, tolleranza". "Questo - ha detto ancora - è il momento della costruzione di una forte rete sociale e di comunità, l’unico modo per arginare fenomeni come questo. Ciascuno deve lavorare nei territori per far percepire nei giovani il disvalore di determinate azioni. Non è normale circolare la sera con una pistola in tasca… non è normale l’indifferenza delle macchine che passano e rimangono indifferenti accanto a un corpo, perché l’indifferenza è il primo passo dell’omertà... e ancora mi rivolgo a me stessa come sindaco, ma anche ai dirigenti scolastici, alle famiglie, agli studenti stessi, non è normale che un ragazzo prenda una gallina e la lanci sul tetto di una scuola, che arrivino fino in Piazza municipio e prendano i pesci rossi e li buttino per terra solo per vederli morire". Tutte azioni che "sono il preludio, l’humus, di altre azioni, di una cultura mafiosa".
Tentato omicidio a Vibo, Falvo: “Restiamo uniti per vincere la battaglia della legalità”
"Il gruppo di maggioranza - ha poi affermato la consigliera Carmen Corrado a nome anche dei suoi colleghi - ritiene questa seduta di Consiglio Comunale un’occasione per invitare le istituzioni a confrontarsi sul tema della criminalità", evidenziando che "la risposta non puó non essere scevra da speculazioni e strumentalizzazioni partitiche" e che "è evidente che siamo davanti a un fenomeno la cui complessità sociale deve essere affrontata dall’intera comunità senza se e senza ma: la lotta al fenomeno delinquenziale trascende l’esclusiva azione repressiva giudiziaria per essere affidata all’analisi di un problema morale ed etico".
Per conto dell'opposizione ha poi parlato Stefano Soriano - a cui sono seguiti gli interventi singoli anche di Domenico Santoro ("bisogna fare in modo che i giovani, i cittadini, sentano la città come propria") e Loredana Pilegi ("i coetanei, i professori, devono saper parlare a tutti gli adolescenti, interessarli a una vita diversa. È facile per un ragazzo del liceo prendere posizione contro la deliquenza, altrettanto non lo è per un ragazzo che frequenta un istituto professionale, senza voler generalizzare ovviamente") - che ha sottolineato come "fatti del genere meritano una reazione forte", e che la città ha bisogno di una serie di elementi utili per contrastare una certa mentalità. Per questo, afferma l'opposizione, bisogna "aprire il teatro comunale, potenziare la Polizia Municipale, rendere più efficienti le strutture sportive, perchè questa terra va vissuta e va cambiata restandoci. Solo così vedremo una generazione scegliere di rimanere a Vibo Valentia. Il sindaco - concludono - non ritardi in tutte quelle politiche che sono fondamentali per la città".
Don Filippo Ramondino, quale rappresentate del vescovo, ha invece parlato di un'iniziativa "che è appello di civiltà e amore per il bene comune. Il vescovo lo ha ribadito lunedì scorso a Mileto quando abbiamo ricordato Filippo Ceravolo, al mattino ha incontrato il papà e la mamma e guardando il volto di quei genitori c’è da gridare soltanto ‘basta, basta, torniamo ad essere uomini’".
"Sono qui per rappresentare la vicinanza del Governo a questa comunità. Nel Vibonese - ha poi affermato la sottosegretaria Dalila Nesci - si è creata una sinergia inedita tra istituzioni e con le forze dell'ordine. Vedo anch'io il rischio dell'arretramento, e c'è il rischio anche della criminalizzazione integrale di un territorio, che non si deve combattere nè con il garantismo sfrenato nè con il populismo ma con l'avanzamento culturale". "Vibo è Capitale del libro ma è anche la città del 24 dicembre - ha dichiarato il referente provinciale di Libera Giuseppe Borrello - quando la comunità è scesa in piazza per ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura. Libera è arrivata prima dei consiglieri di maggioranza e di opposizione che non hanno neanche ricordato la posizione dei cittadini che sabato 23 ottobre hanno mostrato il volto pulito del territorio. I fatti dimostrano che bisogna fare di più e bisogna fare meglio".
Presenti anche i neo eletti - in attesa della proclamazione ufficiale - consiglieri regionali. "Mi ero illuso che le cose fossero cambiate. Avevo notato un’aria nuova - ha detto Michele Comito (Forza Italia) - di rinascita. L’evento dell’altro giorno mi ha fatto ricadere nella amarezza". "Pensavamo che Rinascita Scott avesse cambiato il mondo in questa provincia. L’altra sera ci siamo accorti che non è avvenuto. Chi ha commesso quel gesto non è un bullo - gli ha fatto eco Francesco De Nisi (Coraggio Italia) - pensa di rappresentare una famiglia precisa. Non è stata una lite, ma un comportamento mafioso di una violenza inaudita". "C'è bisogno di una classe politica attenta alla questione morale. Non basta il messaggio per cui chi delinque va in galera - ha invece detto Antonio Lo Schiavo (De Magistris presidente) - ma bisogna intervenire su una piaga che affonda le sue radici nel tempo. Serve una risposta vera dello stato alla povertà e all'ingiustizia in cui si trova la Calabria, dobbiamo migliorare le condizioni di vita dei cittadini".
"È un fatto gravissimo - ha tuonato anche l'ex deputato Peppino Lavorato - che turba la città e i cittadini. È necessario il protagonismo dei poteri democratici per spostare il potere nelle mani della democrazia, ci dissero gli autori di rinascita, invece abbiamo visto l'inerzia delle istituzioni". In rappresentanza dei giovani vibonesi c'era invece Joseph Morano, presidente della Consulta studentesca, con Franca Falduto: "Vibo non è solo 'ndrangheta - ha detto Morano - ma la 'ndrangheta esiste. Si può però sconfiggere. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, gli studenti della Consulta hanno organizzato seminari in strutture confiscate alla criminalità organizzata".
LEGGI ANCHE | Tentato omicidio a Vibo, Falvo: “Restiamo uniti per vincere la battaglia della legalità”
LEGGI ANCHE | Omicidi e feriti nel Vibonese, tanta inutile violenza: la scia di sangue degli ultimi anni
