Interrogato per due volte in carcere l'ex consigliere regionale si difende e chiama in causa anche Scopelliti, Valentino, Pirilli e Fuda

Alberto Sarra ha iniziato a parlare e a collaborare con la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e con i carabinieri del Ros. L'ex consigliere regionale finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta "Mammasantissima" che ha scoperto l'esistenza di una struttura segreta della 'ndrangheta, retta, tra gli altri, dagli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano. L'ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, sarebbe stato insieme al senatore Antonio Caridi, un elemento nelle mani della "cupola".

Interrogatori in carcere. Sarra - secondo quanto riporta la Gazzetta del sud nell'edizione odierna - è stato interrogato in carcere per due volte (il 22 luglio e il 2 agosto) "quale persona sottoposta ad indagine in procedimento connesso in stato di detenzione". Ha risposto alle domane del sostituto procuratore della Dda Giuseppe Lombardo e a quelle dei carabinieri del Reparto operativo anticrimine del Ros. Si è difeso attaccando Sarra. Attaccando e chiamando in causa anche l'ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, l’ex sottosegretario del Governo Berlusconi Giuseppe Valentino, l'ex europarlamentare Umberto Pirilli e l'ex deputato e attuale sindaco di Siderno Pietro Fuda. Tutto messo a verbale.

Paolo Romeo

Le accuse a Romeo. Sarra spiega la figura dell'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, al centro dell'inchiesta "Mammasantissima" e ritenuto dagli inquirenti il vertice della cupola "segreta" che per anni avrebbe monopolizzato la politica e l'economia reggina. "Il ruolo di Romeo - dichiara Alberto Sarra negli interrogatori in carcere - nell'ambito del sistema criminale allargato di cui fa parte è di rilievo elevatissimo. Unitamente a lui di quel contesto fanno parte Giuseppe Valentino, Giuseppe Scopelliti, Antonio Caridi, Umberto Pirilli, Pietro Fuda. Escludo di avere un ruolo all'interno di tale contesto operativo". Sarra parla, si difende, accusa e aggiunge: "Senza Paolo Romeo tutte queste figure politiche non sarebbero mai esistite". Secondo l'ex consigliere regionale "il sistema esiste in quanto è lui (Paolo Romeo) che crea le condizioni indispensabili alla sua operatività".

Alberto-Sarra-e-Antonio-Caridi

Il ruolo di Caridi. Nei colloqui in carcere verbalizzati alla presenza dei suoi avvocati, Alberto Sarra parla anche del senatore Antonio Caridi, indicato come soggetto di massima fiducia di Scopelliti unitamente allo Zoccali e alla Fallara. "E' importante sottolineare - spiega agli inquirenti - il ruolo di Caridi in relazione a Fincalabra: a mio parere non è stato casuale che il Caridi sia stato individuato quale assessore alle attività produttive".

Udienza al Tdl. Intanto ieri il senatore Antonio Caridi è comparso davanti al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria per un'udienza fiume durata quasi cinque ore. I difensori, Carlo Morace e Valerio Spigarelli, hanno depositato una corposa memoria con numerosi allegati, ivi inclusi i risultati di indagini difensive che smentirebbero ulteriormente le affermazioni dei collaboratori di giustizia. Sollevato una serie di questioni procedurali.

Pietro Fuda

Giuseppe Scopelliti

Umberto Pirilli

 

 

 

 

 

La difesa di Scopelliti. "Sono sorpreso e amareggiato dalla ennesima pubblicazione di notizie relative a vicende che avrebbero interessato la città di Reggio Calabria in questi ultimi mesi e nelle quali, mio malgrado, mi vedo ancora una volta coinvolto". È quanto dichiara l'ex governatore Giuseppe Scopelliti attraverso una nota diffusa dai suoi legali. «Pensavo – aggiunge – che atti processuali e provvedimenti giudiziari avessero, da oltre un decennio, chiarito il mio ruolo in queste vicende e i rapporti con soggetti interessati ma, evidentemente, ciò non è stato. Avrò modo, quindi, di chiarire con riscontri di natura documentale la mia totale estraneità a queste spiacevoli vicende nella sede opportuna, avendone già fatto formale richiesta con i miei avvocati Angelo Giarda e Aldo Labate».

La replica di Valentino. Aldo Labate è lo stesso legale dell'ex sottosegretario Giuseppe Valentino, il quale in un'altra nota ha ribadito che la sua condotta politica è stata sempre improntata alla massima chiarezza e trasparenza. "I fatti, così come si comprende dall'articolo in questione - aggiunge il legale - sono stati già nel passato smentiti in sede giudiziaria con motivazioni ampie e appaganti. La denunzia, quindi, è un atto che si impone perché nelle sedi proprie si accertino le ragioni di tali atteggiamenti calunniosi e quali motivazioni reali sottendano certe accuse non riscontrabili, illogiche e smentite da comportamenti politici assolutamente impeccabili, tutti finalizzati all'interesse della collettività".

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