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Un sistema che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe inciso sulla gestione degli appalti pubblici in provincia di Crotone e in alcuni comuni del territorio, finisce ora davanti al giudice con il rito del giudizio immediato. È la decisione adottata dal gip del Tribunale di Crotone Assunta Palumbo nell’ambito dell’inchiesta “Teorema”, che coinvolge complessivamente venti indagati.

Il provvedimento riguarda cinque persone per le quali il giudice ha ritenuto sussistente la “evidenza della prova”, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura lo scorso 3 luglio. Per loro il processo inizierà il 14 ottobre davanti al Tribunale in composizione collegiale.

Tra gli imputati figurano Fabio Manica, 47 anni, ex vicepresidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone, attualmente ai domiciliari; l’imprenditore Giacomo Combariati, 42 anni, anch’egli sottoposto alla stessa misura; l’ingegnere Luca Bisceglia, 52 anni, e la moglie architetta Rosaria Luchetta, 47 anni; e l’avvocato Francesco Manica, 50 anni, sottoposto al divieto di dimora nel Crotonese.

Le contestazioni spaziano dall’associazione a delinquere alla corruzione, fino a falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al centro del presunto meccanismo ci sarebbe stata una società che avrebbe fatto da snodo per la gestione dei flussi economici collegati agli affidamenti.

L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dalla Guardia di Finanza, aveva già portato a marzo al sequestro di beni per circa 400mila euro e ad aprile all’esecuzione delle misure cautelari. Gli accertamenti hanno delineato, secondo l’accusa, un sistema di affidamenti pilotati e somme illecite mascherate da consulenze professionali.