Calabria, sfregio alla parrocchia: vandali scatenati in canonica
Raid sacrilego: stanze devastate, mobili lanciati dalle finestre e rubati persino i colori dei bambini. La comunità sotto shock: «Un gesto intimidatorio per segnare il territorio»
Non è stato un semplice furto, ma una vera e propria prova di forza, un’aggressione brutale ai luoghi della solidarietà. La casa canonica della parrocchia di Sant’Antonio di Padova, nella frazione Bosco di Rosarno, è stata teatro di un raid vandalico di inaudita violenza che ha lasciato dietro di sé solo macerie e amarezza.
Gli ignoti sono entrati in azione approfittando di una grata lasciata aperta, per poi mandare in frantumi un vetro ed irrompere al primo piano dell’edificio. Una volta dentro, la furia distruttiva si è abbattuta su ogni stanza: non si sono accontentati di rubare il mixer, i microfoni e un iPod, ma hanno voluto umiliare la dignità del luogo. Il frigorifero e il materasso della canonica sono stati sollevati e lanciati barbaramente fuori dalle finestre, un’azione che agli occhi dei residenti appare come un messaggio chiaro e sinistro: «Qui comandiamo noi».
Dopo aver devastato il piano superiore, i vandali sono scesi al piano terra, dove il sacro si intreccia con l'infanzia. Qui la parrocchia ospita temporaneamente la scuola materna, i cui locali originali sono chiusi per ristrutturazione. In un gesto di inspiegabile meschinità, i malviventi hanno rubato gli astucci e i colori dei bambini. Uno sfregio che colpisce non solo le strutture, ma il percorso di crescita e la serenità dei più piccoli e delle loro famiglie. A completare il quadro di una razzia sistematica, sono state divelte e portate via anche le grondaie in rame della chiesa.
L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno a Rosarno e nei comuni limitrofi. Quella che è stata colpita è un’istituzione che quotidianamente opera per la dignità del territorio e per l’educazione dei giovani in un contesto difficile. Sull'accaduto indagano ora le forze dell'ordine, che hanno effettuato i rilievi per risalire ai responsabili. Resta il dolore per un atto ignobile che sembra voler soffocare i presidi di legalità e speranza, partendo proprio dalle matite dei bambini.
