«Devo farcela per lei. È l'unico legame che mi resta con la vita». Sono parole cariche di una sofferenza indicibile quelle affidate dal marito di Anna Democrito a don Vincenzo Zoccoli. L'uomo, travolto da una tragedia che ha distrutto la sua famiglia, ha trovato la forza di seguire il volo militare che ha trasportato la figlia di 5 anni, unica sopravvissuta alla caduta dal terzo piano, verso l'ospedale Gaslini di Genova.

La piccola è attualmente ricoverata in terapia intensiva pediatrica. Il quadro clinico resta estremamente critico: i medici parlano di gravi lesioni agli organi interni e danni neurologici importanti. Tuttavia, il direttore del reparto, Andrea Moscatelli, non chiude la porta alla speranza: «Stiamo utilizzando i monitoraggi più sofisticati per permettere al suo cervello di esprimere ogni potenziale di recupero». È proprio su questo barlume di positività che il padre sta costruendo il coraggio necessario per non sprofondare nel baratro.

Mentre i medici lottano per salvare la bambina, l'inchiesta prosegue per cristallizzare la dinamica di quello che appare come un terribile gesto volontario. Dalle prime ricostruzioni emerge un passato doloroso: un anno fa Lucia era già ricorsa alle cure ospedaliere per un episodio di autolesionismo. «Sapevo che non stava bene, ma mai avrei immaginato un epilogo simile», ha ripetuto il marito agli inquirenti, ancora sotto shock per essere stato svegliato di soprassalto da quel tonfo fatale.

Secondo la specialista, Lucia potrebbe essere stata vittima di una depressione post-partum con tratti psicotici, una patologia che spesso rimane sommersa per il timore delle madri di essere giudicate o separate dai propri figli. Un "male invisibile" che ha trasformato la casa di una famiglia apparentemente normale nel teatro di una tragedia che ha sconvolto l'intera città. Intanto, un silenzio irreale, quasi tangibile, è stata allestita la casa funeraria di Catanzaro, dove la comunità si è ritrovata per rendere omaggio ad Anna Democrito e ai suoi piccoli, Giuseppe e Nicolò. La città, ancora scossa dalla tragedia che ne ha ferito il cuore, si è stretta in un abbraccio silenzioso attorno ai tre feretri, in un clima di profonda e dignitosa commozione. Tra i fiori e le preghiere, spiccano i volti segnati dei familiari più stretti. La madre e i fratelli di Anna accolgono con compostezza l'affetto di amici e conoscenti, mentre l’attesa è tutta per papà Francesco. L'uomo, attualmente a Genova per vegliare sulla terza figlia, Maria Luce — che sta lottando in gravi condizioni all'ospedale Gaslini — è atteso in città per l'ultimo saluto ai suoi cari. La camera ardente rimarrà aperta fino a domani, quando il feretro lascerà la struttura per raggiungere la Basilica dell’Immacolata. Per la giornata delle esequie, l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino: le saracinesche si abbasseranno e le bandiere sventoleranno a mezz'asta, a testimonianza di un legame indissolubile tra Catanzaro e questa famiglia colpita da un destino troppo crudele.