'Ndrangheta: violazione sorveglianza, assolto a Vibo boss Diego Mancuso
Il Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Lucia Monaco, ha assolto il boss Diego Mancuso, 63 anni, elemento di vertice dell'omonimo clan della 'ndrangheta di Limbadi, dall'accusa di violazione della sorveglianza speciale. Il processo scaturiva da due arresti operati dai carabinieri di Limbadi nel 2015 in ordine a delle violazioni della misura di prevenzione alla quale il boss è sottoposto. Il boss Diego Mancuso, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Schimio, aveva optato per il giudizio con rito abbreviato a seguito di una sentenza di annullamento della Corte di Cassazione che aveva ritenuto insussistenti le violazioni della misura per un fattore strettamente tecnico rilevato dalla difesa, ossia l’omessa rivalutazione della pericolosità sociale a seguito della scarcerazione.

Tale elemento è stato idoneo ad escludere la rilevanza penale delle contestazioni. La Procura di Vibo, che dapprima aveva impugnato al Tribunale del Riesame la scarcerazione del boss ritenendo fondate le contestazioni, prendendo atto della decisione della Cassazione, ha oggi chiesto l'assoluzione. Diego Mancuso, rimesso in libertà nell’ottobre 2014 dopo aver scontato la pena ad 11 anni di reclusione per associazione mafiosa e truffa al termine dei processi “Dinasty” e “Batteria”, è stato condannato in primo grado a 6 anni per associazione mafiosa nel processo “Genesi” che aspetta ancora la fissazione dell'appello. E' stato invece assolto in primo grado dal processo nato dall'operazione antimafia denominata "Impeto". (g.b.)
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