'Ndrangheta: in settimana i commissari si insedieranno nel municipio di Nicotera
Gli organi elettivi del Comune del Vibonese sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose dal Consiglio dei ministri. Ecco le motivazioni dei precedenti scioglimenti
di GIUSEPPE BAGLIVO
Si insedierà la prossima settimana la terna commissariale che prenderà il posto del commissario prefettizio Lucia Iannuzzi al Comune di Nicotera. L'insediamento dei commissari straordinari rappresenta la diretta conseguenza della decisione del Consiglio dei ministri, adottata giovedì scorso, di sciogliere gli organi elettivi dell'ente locale per infiltrazioni mafiose. E' la terza volta che accade negli ultimi undici anni. Un piccolo "record" che mette a nudo, ancora una volta, tutte le pecche e tutta la miopia di una politica locale incapace di imparare dai propri errori e, finanche, di ben comprendere la normativa che la stessa politica (in questo caso nazionale) ha varato ormai da oltre un ventennio per tentare di arginare i condizionamenti della criminalità organizzata sulla vita dei municipi e sulle dinamiche politiche ed amministrative degli enti locali. (LEGGI QUI: Ndrangheta: Comune Nicotera commissariato per infiltrazioni mafiose).

Proprio l'incomprensione da parte della politica locale, e non solo, del diverso tema inerente il “condizionamento mafioso” da un lato ed il “rilievo penale della condotta” dall'altro, ha del resto generato in questi giorni a Nicotera e dintorni un "dibattito" che si rivela però politicamente, quanto e soprattutto giuridicamente, subito errato sin dalla radice. Non è infatti per nulla necessario che ai rilievi mossi nell'ambito del "condizionamento mafioso" debba corrispondere una condotta censurabile penalmente. Non a caso sui condizionamenti mafiosi nella vita di un ente locale, e sul mantenimento del "prestigio istituzionale" da parte di Comuni, Province e Comunità montane, è competente la Prefettura, mentre nel caso di condotte "penalmente rilevanti" è invece competente la Procura della Repubblica.
Ed a nulla serve poi tirare puntualmente fuori la storia, la cultura, l'arte e le tradizioni secolari di Nicotera, posto che di certo le stesse non sono mai state messe in discussione (e come potrebbe esserlo?) da un provvedimento del Consiglio dei ministri - preso sulla scorta di leggi varate dalla stessa politica che ora a livello locale se ne lamenta - che mira semplicemente a colpire e rimuovere tutte quelle collusioni e tutti quei condizionamenti degli amministratori con la criminalità organizzata i quali vanno ad offuscare - essi e solo essi - quel "prestigio" che l'ente Comune, per legge, deve pur sempre conservare.

La fine dell'era Pagano. Il sindaco di Nicotera, Franco Pagano (in foto a sinistra), si era insediato il 30 ottobre del 2012 avendo vinto le elezioni con la lista "Patto per la legalità", una colazione che ha messo in campo forze politiche diverse, dal centrosinistra al centrodestra. Il 5 ottobre scorso, però, "travolto" dalla vicenda dell'elicottero con gli sposini atterrato in piazza, il primo cittadino ha rassegnato le dimissioni e da qui l'insediamento del commissario prefettizio Lucia Iannuzzi (LEGGI QUI: Nicotera, il sindaco protocolla le dimissioni. Finisce l’era di Franco Pagano). Per la storia dell'elicottero il sindaco Franco Pagano risulta inoltre indagato per il reato di abuso d'ufficio (LEGGI QUI: Matrimonio in elicottero a Nicotera: ecco tutti gli indagati e le accuse (NOMI).

La richiesta di scioglimento antecedente alla vicenda dell'elicottero. E' bene quindi chiarire che la richiesta di scioglimento degli organi elettivi del Comune di Nicotera per infiltrazioni mafiose, avanzata dalla Prefettura di Vibo Valentia al Ministero dell'Interno, è ben antecedente alla vicenda dell'atterraggio in piazza, senza autorizzazioni, dell'elicottero con a bordo uno sposo affidato in prova ai servizi sociali per essere stato condannato a seguito della coltivazione di 600 piante di marijuana. La richiesta di mandare a "casa" l'amministrazione Pagano ed il Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose è quindi pure antecedente alla stessa partecipazione del sindaco Franco Pagano e del vicesindaco Francesco Mollese al ricevimento degli sposi al ristorante (LEGGI QUI: Elicottero a Nicotera, sindaco ammette responsabilità per presenza a ristorante e QUI: Matrimonio in elicottero a Nicotera: ecco tutti i risvolti politici del caso).

L'amministrazione di Princivalle Adilardi sciolta nel 2005. Gli organi elettivi del Comune di Nicotera rinnovati nelle amministrative del 13 maggio 2001 sono stati sciolti la prima volta per infiltrazioni mafiose il 2 settembre del 2005. La commissione di accesso agli atti, nominata dalla Prefettura di Vibo, si era insediata il 17 maggio del 2005 a seguito di alcune risultanze investigative emerse nell’operazione “Dinasty” contro il clan Mancuso. Il decreto di scioglimento - confermato anche dai giudici amministrativi - evidenziava una "contiguità tra esponenti di spicco della locale consorteria e alcuni amministratori, comprovata da accertamenti di polizia giudiziaria in occasione di ripetuti controlli del territorio".

Veniva poi sottolineato che le gare d’appalto erano "caratterizzate da profili di illegittimità denotanti il condizionamento della criminalità organizzata", con ripetute ingerenze del clan Mancuso sui lavori pubblici e sulle concessioni edilizie rilasciate dagli amministratori attraverso il "cambio di destinazione d’uso rispetto al vigente piano di fabbricazione, nonostante il parere contrario del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale" costretto alle dimissioni dopo varie intimidazioni. Infine veniva rimarcato "il grave disordine amministrativo" in cui versava il Comune di Nicotera, con "l’ inefficienza del sistema di riscossione dei tributi e l’elevatissima evasione del canone dell’acqua potabile, segno evidente di una diffusa illegalità e della generale inosservanza dei più elementari precetti normativi, da cui non sono esenti - concludeva la relazione - sia gli amministratori sia i dipendenti, oltre a numerosi soggetti appartenenti alla criminalità organizzata e i grandi complessi turistici".

Lo scioglimento dell'amministrazione Reggio. Il decreto di scioglimento degli organi elettivi per infiltrazioni mafiose (sindaco Salvatore Reggio) è invece datato 13 agosto 2010 ed è stato confermato dal Tar il 20 aprile 2011 e due volte dal Consiglio di Stato (marzo 2012 e dicembre 2012). Il ricorso era stato inoltrato dall’ex sindaco Salvatore Reggio e dagli ex consiglieri comunali: Maria Teresa Mercuri, Paolino Campanaro, Baldassarre Isaia, Francesco Giofrè, Mario Solano, Antonio Corso, Umberto Solano, Gaetano Campennì, Domenico Pirelli e Domenico Battaglia. Anche in questo caso il decreto di scioglimento ed i giudici amministrativi hanno evidenziato la "connessione e vicinanza fra l’organizzazione criminale e la sfera pubblica", con la sottoscrizione (all'atto della presentazione) dell'allora lista unica “Nicotera democratica” pure da parte di soggetti con precedenti penali oppure con "parentele e frequentazioni con esponenti del clan Mancuso".

Rimarcate poi le "pressioni esercitate dall’amministrazione per la realizzazione rapidissima del porto turistico in adiacenza ai terreni" di stretti parenti di amministratori ed anche le parentele e le frequentazioni di alcuni componenti del Consiglio comunale e della giunta con "esponenti della criminalità organizzata".
Si attendono ora le motivazioni poste alla base del terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Nicotera che verranno rinnovati con il ritorno alle urne, salvo annullamenti del decreto da parte dei giudici amministrativi chiamati ad esaminare un eventuale ricorso, nel 2018.
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