La Squadra Mobile di Vibo Valentia impegnata a fare piena luce sugli "affari", sui legami e sulle protezioni nella Repubblica Ceca dell'esponente di vertice dell'omonimo clan di Briatico

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C'è un nuovo filone investigativo che da Briatico porta direttamente a Praga, capitale della Repubblica Ceca, nei retroscena della latitanza di Pino Bonavita, ritenuto esponente di vertice dell'omonimo clan di Briatico federato al clan degli Accorinti, arrestato nelle scorse settimane dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia con l'assistenza di una sezione della polizia cecoslovacca specializzata nella cattura dei latitanti. Gli uomini della Mobile Vibonese, ed in particolare il sovrintendente Fabio Creazzo, a seguito della cattura di Pino Bonavita - che si era reso latitante dopo che nell'aprile scorso il gip di Alessandria non aveva convalidato il fermo della Dda di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Costa pulita" - si sono infatti trattenuti per un certo periodo a Praga.

praga

Scopo della "missione" degli investigatori vibonesi quella di fare piena luce sulla presenza di Bonavita a Praga e sul perchè abbia sceltp proprio la capitale della Repubblica Ceca per sfuggire alla giustizia. Su tale fronte il riserbo da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Vibo è massimo, ma presto potrebbero esserci nuovi sviluppi capaci di dare ulteriore solidità all'impianto accusatorio dell'inchiesta "Costa pulita" in relazione alla figura di Pino Bonavita, accusato dei reati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni aggravata dalle finalità mafiose.

Pino Bonavita

In particolare, le risultanze investigative dell’inchiesta “Costa pulita” hanno evidenziato che Pino Bonavita ha “interessenze, tramite interposte persone” in diverse imprese ed immobili quali: il villaggio “Green Garden di Briatico”; la “Horacle srl” di Briatico; il “Green Beach srl” di Briatico; appartamenti a Briatico siti in località “Piani di Vadi”; la società di costruzioni di edifici denominata "Sicam srl”.

Pino Bonavita, secondo l’accusa, avrebbe inoltre mantenuto – al pari di Antonino Accorinti – rapporti diretti con il boss di Limbadi e Nicotera, Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”. (g.b.)

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