Il presunto reggente dell'omonima "famiglia", alleata agli Accorinti ed al vertice del clan di Briatico, è l'unico sfuggito ieri alla cattura. Era stato rimesso in libertà dal gip di Alessandria

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di GIUSEPPE BAGLIVO

E' accusato del reato di associazione mafiosa, con un ruolo di vertice e di co-reggente della 'ndrina di Briatico insieme al presunto boss e socio in affari Antonino Accorinti. Da ieri, però, Giuseppe Bonavita, 70 anni, è irreperibile. Era stato arrestato il 20 aprile scorso ad Alessandria, città nella quale si trovava, in quanto sottoposto a provvedimento di fermo di indiziato di delitto firmato dai pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo e Pierpaolo Bruni. Il gip del Tribunale di Alessandria non aveva però convalidato il fermo ed il 23 aprile scorso Pino Bonavita era così ritornato libero. Quindi la nuova richiesta di custodia cautelare in carcere, anche nei suoi confronti, chiesta dalla Dda al competente gip distrettuale di Catanzaro. Ordinanze ieri tutte eseguite, tranne quella a carico di Francesco Giuseppe Bonavita, detto "Pino", che risulta irreperibile. Sparito ed attivamente ricercato in tutto il territorio della provincia di Vibo Valentia e non solo. Oltre che per il reato di associazione mafiosa, Pino Bonavita è indagato anche per i reati di intestazione fittizia di beni (aggravata dalle finalità mafiose).

Pino Bonavita

Le risultanze investigative dell'inchiesta "Costa pulita" hanno evidenziato che Pino Bonavita (in foto a sinistra) ha "interessenze, tramite interposte persone", in diverse imprese ed immobili quali: il villaggio "Green Garden di Briatico"; la "Horacle srl"; il "Green Beach srl"; appartamenti a Briatico siti in località "Piani di Vadi"; società di costruzioni di edifici Sicam srl".

I rapporti con il boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni". Pino Bonavita, secondo l'accusa, avrebbe inoltre mantenuto - al pari di Antonino Accorinti - rapporti diretti con il boss di Limbadi e Nicotera, Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni".

Antonino Accorinti

A tal proposito appaiono significative le risultanze investigative che hanno visto Pino Bonavita recarsi nel bar Tony di Nicotera Marina ritenuto dagli inquirenti il "quartier generale" dove il boss Scarpuni riceveva accoliti, sodali, capi, gregari, imprenditori ed insospettabili. Pino Bonavita viene anzi ritenuto dalla Dda "un vero e proprio partner di primo piano sia di Accorinti Antonino e sia dello stesso Mancuso Pantaleone detto Scarpuni", con accordi fra Bonavita e Mancuso anche per "il sostentamento delle spese legali dei detenuti".

Pantaleone Mancuso

In occasione della visita di Pino Bonavita a Pantaleone Mancuso nel bar "Tony", gli investigatori sono venuti a conoscenza, fra l'altro, delle discussioni concernenti il progetto di cessione del villaggio “Green Garden” di Briatico, con Pino Bonavita che avrebbe riferito a Mancuso Pantaleone che, una volta alienato il  villaggio turistico, lui e Nino Accorinti avrebbero "dato al boss la sua parte e - sottolineano gli inquirenti - solo successivamente si sarebbero spartiti la loro".

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