'Ndrangheta, "caso Caridi": dopo la Giunta la parola passa all'Aula di Palazzo Madama
Se il voto della Giunta fosse confermato da Palazzo Madama, dove sarà avanzata la richiesta di scrutinio segreto, per Caridi si spalancherebbero le porte del carcere
A quanto apprende Il Velino il Partito democratico voterà sì all'arresto del senatore Antonio Caridi (Gal), accusato di associazione mafiosa. La Giunta della immunità, che ha finito i suoi lavori attorno a mezzanotte, oggi deve terminare le ultime dichiarazioni dei gruppi e poi votare la relazione del presidente Dario Stefano, favorevole alla concessione dell'autorizzazione a procedere. E il Pd sosterrà la tesi secondo cui non c'è fumus persecutionis nei confronti del parlamentare calabrese, accusato di far parte della cupola riservata della 'ndrangheta. Resta tuttavia da vedere se il provvedimento riuscirà ad arrivare al voto in Aula in tempo prima della pausa estiva, visto che il calendario dei lavori resta molto fitto con l'esame della riforma del processo penale e il ddl Editoria. Se il voto della Giunta fosse confermato dall'Assemblea di Palazzo Madama, dove è praticamente certo che sarà avanzata la richiesta di scrutinio segreto, per Caridi si spalancherebbero le porte del carcere.

I tempi. Ma c'è ancora massima incertezza sull'effettivo arrivo in Aula del provvedimento. Alla riunione delle 14 della Giunta, infatti, è stato annunciato che il parlamentare ha fatto pervenire nuova documentazione difensiva e i commissari di centrodestra hanno chiesto una proroga alle 16,30 per poter acquisire eventuali ulteriori elementi. Proposta approvata dalla Giunta, col voto favorevole del Pd (solo Felice Casson e Denis Lo Moro hanno votato contro). Un rinvio che potrebbe non essere senza conseguenze sulla vicenda, perché a quel punto la possibilità che il voto sull'autorizzazione a procedere approdi in Aula in tempo prima della chiusura estiva (prevista per oggi) dipenderà dallo stato di avanzamento dei lavori. Incardinata e rimandata a settembre la riforma del processo penale, infatti, all'esame dell'Assemblea c'è la riforma del cinema e dell'editoria. E proprio quest'ultimo provvedimento, per la sua corposità, potrebbe essere decisivo: se infatti inizieranno le votazioni sul disegno di legge, viene fatto osservare da fonti parlamentari, sarebbe necessario procedere a un'inversione dell'ordine dei lavori. E Area popolare, che ha tenuto un'apposita riunione sul punto, ha già fatto pervenire la propria contrarietà a una tale ipotesi. Resterebbe, come ultima eventualità, la possibilità che il voto su Caridi arrivi in Aula domani, ultimo giorno dei lavori parlamentari. Ma a quel punto il problema potrebbe essere rappresentato dalla presenza del numero legale. (Agv-News)
*foto in evidenza "La Presse"
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