Il presidente del Senato, Pietro Grasso, a inizio seduta dell'Aula del Senato ha disposto, in base al regolamento di palazzo Madama, l'inversione dell'ordine dei lavori

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, a inizio seduta dell'Aula del Senato ha disposto, in base al regolamento di palazzo Madama, l'inversione dell'ordine dei lavori e di passare, quindi, alla votazione sulla richiesta di arresto nei confronti del senatore di Gal, Stefano Antonio Caridi, anziche' procedere con il calendario previsto, ovvero il seguito dell'esame del ddl Editoria.

La priorità. "Come noto - ha esordito Grasso - l'ordine del giorno di oggi prevede, tra l'altro, l'esame di un documento il cui esito potrebbe incidere sia sulla liberta' personale di un senatore, sia sull stessa composizione della nostra assemblea e ritengo che tale argomento debba avere la priorita' sugli altri argomenti, pertanto ai sensi dell'articolo 56 comma terzo del Regolamento, dispongo l'inversione dell'ordine del giorno", ha concluso Grasso.

senato1Confusione in aula. Pietro Grasso non cede di un millimetro e tiene il punto: prima di procedere con l'esame del provvedimento sull'Editoria, si voti sulla richiesta di arresto nei confronti del senatore di Gal, Antonio Stefano Caridi. Dopo la decisione assunta dal presidente e annunciata da Grasso, in Aula e' prevalsa la confusione, con diversi gruppi, tra cui anche uno di maggioranza, Area popolare, che hanno chiesto a Grasso di rivedere la sua scelta, mentre FI ha provato a chiedere che si voti sulla 'inversione della inversione dei lavori'. Ma Grasso insiste: si vota sulla relazione approvata ieri dalla Giunta per le immunita', che ha votato a favore della richiesta di arresto. Se FI, Cor, Ala, Gal e anche Area popolare si dicono contrarie alla decisione assunta da Grasso, il Pd - senza nascondere lo stupore per quanto ha stabilito Grasso ("apprendo la sua decisione solo nel momento in cui l'ha comunicata all'Assemblea", dice Luigi Zanda) - non chiede alla seconda carica dello Stato ne' di cambiare idea ne' di convocare una capigruppo, come invece ha fatto il presidente dei senatori azzurri Paolo Romani. Zanda si limita a "una presa d'atto" e aggiunge: "e' una sua decisione, il regolamento e' chiaro, e' una decisione del presidente del Senato", scandisce. Non solo. Zanda ricorda che l'Aula del Senato finora "ha lavorato molto intensamente anche fuori dagli orari abituali, con molta responsabilita', e non c'e' stato mai da parte di nessuno, nemmeno delle opposizioni, un momento di ostruzionismo e per questa ragione avevo suggerito di non modificare l'ordine del giorno. Ci sono dei momenti nella vita del Parlamento in cui il Parlamento e' chiamato a scelte molto difficili e questo e' uno di quei momenti. Sono certo che l'Aula continuera' a esprimersi secondo coscienza, secondo diritto e senso dello Stato anche nelle decisioni che siamo chiamati a discutere ora. Io prendo atto, perche' il regolamento e' chiaro, che si tratta di una decisione del presidente".

FI presenta pregiudiziale e sospensiva. L'Aula del Senato e' ora impegnata nella discussione sul 'caso Caridi', dopo la decisione assunta dal presidente Pietro Grasso di invertire l'ordine dei lavori e passare subito al voto sulla richiesta di arresto avanzata dai magistrati nei confronti del senatore di Gal. L'Assemblea sta ora discutendo sulle questioni, una pregiudiziale e l'altra sospensiva, presentate da Forza Italia, per mano di Lucio Malan.

Pd-bandiereLa posizione del Pd. "Bene ha fatto il Presidente Piero Grasso a usare le sue prerogative regolamentari per avviare l'immediata trattazione stamane in Senato della richiesta di autorizzazione all'arresto del senatore Caridi, accusato di reati gravissimi connessi con l'attivita' della 'ndrangheta". Lo afferma la senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti, membro della Commissione d'inchiesta sulle mafie e dell'Ufficio di presidenza del gruppo Pd in Senato. "Il faticoso lavoro della Giunta delle elezioni e delle immunita', che propone di concedere l'arresto, sarebbe stato vanificato da un rinvio della decisione dell'Assemblea a settembre. Persino il rinvio a oggi pomeriggio avrebbe potuto significare la mancanza del numero legale e quindi un'autostrada per il senatore Caridi di cadere nella tentazione d'inquinare le prove e farsi beffe delle esigenze cautelari, chiaramente indicate dalla magistratura. Un cittadino qualsiasi - nelle condizioni di Caridi - sarebbe in prigione da un pezzo. La decisione del Presidente Grasso mette tutti davanti alle proprie responsabilita' ed evita al Senato quell'uso strumentale e distorto delle prerogative parlamentari cui abbiamo purtroppo assistito in passato e che i cittadini italiani non avrebbero capito. Votero' convintamente per l'arresto", conclude Ricchiuti.

Cinquestelle. "Forza Italia e centrodestra tentano di far passare a Caridi l'estate al fresco del mare anziche' di una prigione come richiedono i magistrati. E' gravissimo l'ostruzionismo che il centrodestra sta facendo, perche' Caridi e' accusato di associazione mafiosa". Lo afferma il capogruppo M5S del Senato, Stefano Lucidi, che aggiunge: "L'ordine del giorno dell'aula del Senato deve rappresentare le priorita' del Paese che e' quella della giustizia e della lotta alle mafie. Questa notte a Napoli ci sono stati due morti e un ferito in un fatto di camorra. Oggi la priorita' e' la lotta alle mafie come giustamente ha stabilito Grasso", conclude Lucidi.

Aula boccia questioni pregiudiziali e sospensive. L'Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali e le questioni sospensive presentate da Forza Italia sulla richiesta di arresto avanzata dai magistrati di Reggio Calabria nei confronti di Antonio Stefano Caridi (Gal).

Antonio Caridi

Caridi: Sono innocente. "Sono innocente, non ho mai avuto rapporti o fatto patti con il crimine organizzato, mai fatto parte di logge segrete, non ho mai svenduto il mio ruolo". Lo ha detto, intervenendo in Aula al Senato prima del voto sulla richiesta di arresto, il senatore di Gal, Antonio Stefano Caridi. Mentre Antonio Stefano Caridi (Gal) sta intervenendo a sua difesa in Aula, prima del voto sulla richiesta di arresto avanzata dai magistrati di Reggio Calabria nei suoi confronti per accuse gravi di associazione mafiosa, il presidente Pietro Grasso lo interrompe per riprendere e bacchettare chi, in Aula, sta facendo riprese private non autorizzate. Grasso non fa nomi e cognomi, ma e' subito bagarre. Protestano dai banchi del centrodestra. E poiche' le riprese video con i cellulari continuano, Grasso ammonisce: "Appena colgo un'altra persona che fa riprese private si puo' direttamente accomodare fuori dall'Aula e non si fanno gesti di manette o altro genere: prego tutti di evitare atteggiamenti" che nulla hanno a che vedere "con la delicatezza della situazione". "Giudicate voi se e' possibile escludere la strumentalizzazione", e comunque "io mi difendero' con tutte le forze dalle accuse che sono basate sul sentito dire. Da settimane vivo con l'incubo di chi legge e rilegge le carte. Non e' sede questa dove fare un processo ma e' un luogo in cui si puo' perpetuare un'ingiustizia: io sono innocente e mi affido alla vostra coscienza di preservare l'integrita' del Senato prima ancora della mia liberta'". Lo ha detto Antonio Stefano Caridi, senatore di Gal, intervenendo in Aula prima del voto sulla richiesta di arresto che pende nei suoi confronti. (AGI)

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