Sequestro immobili in località "Buffetta" di Vibo: il Riesame deposita la decisione
Il Tribunale del Riesame ha sciolto la riserva sul sequestro degli immobili eseguito il 12 aprile dalla Guardia di finanza. Il ricorso era stato presentato da 9 indagati su 13
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Il Tribunale del Riesame di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Vincenza Papagno, ha sciolto la riserva sulle istanze di dissequestro degli immobili di località "Buffetta" di Vibo sequestrati il 12 aprile scorso dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla locale Procura.
I difensori, nell’interesse dei propri assistiti (per un totale di 9 su 13 indagati complessivi dell’inchiesta) avevano terminato i loro interventi chiedendo tutti il dissequestro degli immobili. Il Tribunale, a scioglimento della riserva, ha quindi deciso che restano sequestrati gli immobili di: Pietro Macrì, 52 anni, di Vibo (avvocato Vincenzo Gennaro); Vittoria Fusca, 51 anni, di Vibo (avvocato Walter Franzè); Salvatore Ramondino, 60 anni, di Vibo (avvocato Ignazio Di Renzo); Antonio Fusca, 42 anni, di Vibo (avvocato Salvatore Sorbilli). Dissequestrati, invece, gli immobili di: Domenico Fusca, originario di Stefanaconi, residente a Longobardi ma di fatto domiciliato a Vibo in località “Buffetta” (avvocato Walter Franzè e Salvatore Sorbilli); Rosario Russo, 55 anni, di Vibo Valentia (difeso di fiducia dagli avvocati Rocco Barillaro e Marco Messina); Gabriele Corrado, 59 anni, di Vibo (avvocati Rocco Barillaro e Marco Messina); Leonardo Fusca, 50 anni, di Stefanaconi (avvocato Salvatore Sorbilli); Elio Fusca, 43 anni, di Piscopio (avvocato Ignazio Di Renzo, coadiuvato nella parte tecnica dall'architetto Saverio Gallizzi che ha redatto una consulenza di parte). Per quanto attiene il dissequestro, in attesa del deposito delle mitivazioni da parte del Tribunale, è bene sottolineare che alcuni reati legati all'abusivismo risalgono al 2010 e la Guardia di Finanza non ha rilevato ulteriori abusi in periodo successivo. Essendo il reato di abusivismo un reato contravvenzionale, lo stesso è già caduto in prescrizione e ciò impedisce il mantenimento del sequestro. Discorso un pò diverso, invece, nei casi in cui è stata contestata anche la lottizzazione abusiva.

Il sequestro nasce da a una comunicazione della Guardia di Finanza, Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia, datata 28 maggio 2010 e dai successivi approfondimenti investigativi compendiati in un’informativa del 27 febbraio 2015. Gli accertamenti della Guardia di Finanza eseguiti nella zona, e all’interno dell’ufficio tecnico del Comune di Vibo, avrebbero fatto luce – ad avviso degli inquirenti – su un articolato insediamento urbano, posto immediatamente a ridosso della fascia perimetrata come R3, costituito da numerose ville residenziali con annesse opere pertinenziali, alcune delle quali ancora in fase di completamento e in gran parte già abitate. Gli indagati sono in totale 13 e le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, vanno dalla lottizzazione abusiva a scopo edificatorio alla realizzazione di costruzioni in totale assenza o in difformità della concessione edilizia, sino all’omessa denuncia di lavori. (g.b.)
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