"Un colpo al cuore dei Mancuso". Così il questore di Vibo Valentia Andrea Grassi ha definito l'operazione "Errore fatale" che all'alba di questa mattina ha visto i suoi uomini nuovamente in azione a poche ore di distanza dal blitz che aveva smantellato il clan dei Piscopisani. Per la seconda volta in meno di una settimana il procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri è tornato a Vibo per illustrare i particolari di un'inchiesta partita su suo impulso e che ricostruisce uno degli agguati più eclatanti della storia criminale vibonese, quello che costò la vita a Raffaele Fiamingo e il ferimento di Francesco Mancuso, alias "Ciccio Tabacco", non uno qualsiasi ma un boss di primo piano della potente famiglia di Limbadi.

Cold case. La notte del 9 luglio del 2003 chi sparò face cadere una delle regole non scritte di questo clan e per la prima volta a scorrere fu il sangue di un Mancuso. Oggi, a 16 anni di distanza, gli inquirenti hanno arrestato i presunti mandanti ed esecutori materiali di quel delitto avvenuto a Spilinga, nel cuore della provincia di Vibo. In carcere sono finiti Cosmo Mancuso, Giuseppe Accorinti, Domenico Polito e Antonio Prenesti, mandanti ed esecutori materiali di quell'agguato. Per ricostruire nel dettaglio quanto successe quella notte, gli investigatori delle Squadre Mobili di Vibo e di Catanzaro sono andati a spulciare negli archivi, rispolverando vecchie intercettazioni, valorizzando le dichiarazioni fornite da diversi collaboratori di giustizia incrociando le loro testimonianze con i racconti più recenti dei vari Emanuele Mancuso, Andrea Mantella, Raffaele Moscato, i pentiti dell'ultima generazione. Uno studio approfondito che ha permesso di risolvere quello che gli americani chiamano "cold case".

Niente più alibi. Per Nicola Gratteri è un "colpo grosso" importante per aumentare il senso di credibilità e di fiducia dei cittadini nei confronti dei magistrati e degli investigatori che lavorano notte e giorno in questa guerra contro la 'ndrangheta. Una guerra che lo Stato combatte adesso nel distretto di Catanzaro con "una squadra costruita su un modello vincente e composta dai migliori investigatori d'Italia e da uomini pronti, motivati e caricati a mille". Il procuratore antimafia è soddisfatto dell'ennesimo colpo messo a segno in quella che è la provincia con il più alto numero di omicidi e contro una delle cosche più importanti d'Italia. "Stiamo dicendo con i fatti ai vibonesi che adesso non ci sono più alibi. Se volete parlare, adesso sapete anche con chi farlo". Al fianco di Gratteri ci sono il questore di Vibo Andrea Grassi, il dirigente dello Sco Vincenzo Nicoli e i dirigenti delle Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Marco Chiacchiera e Giorgio Grasso. "Se venite a conoscenza di fatti di mafia non esitate a raccontarcelo, anche dal più sperduto paese della regione. Io nel giro di mezzora vengo messo al corrente di tutto e do il giusto input affinché venga intrapreso il percorso adeguato". Gratteri plaude al lavoro sinergico svolto da Procura e forze dell'ordine e aggiunge: "Vibo è una provincia privilegiata per questa Procura, l'unica che ha a disposizione tre sostituti procuratori". Ironia della sorte il magistrato che ha condotto l'indagine si chiama Andrea Mancuso e il suo lavoro ha portato all'arresto di quelli che Gratteri definisce "attori di primo piano", tra "gli 'ndranghetisti più importanti della Calabria" di un clan che "controlla ogni respiro e ogni battito cardiaco, non solo a Vibo ma anche nel resto d'Italia e persino in Sud America".

La resa dei conti. Il nuovo ciclo inaugurato dalla procura antimafia diretta da Nicola Gratteri punta a risolvere tutti gli omicidi commessi nel Vibonese. Non solo quelli recenti ma anche quelli datati. "Nessuno la farà franca" assicura il dirigente dello Sco Nicoli che sottolinea come anche i giovani poliziotti ora fanno domanda per venire a lavorare a queste latitudini. "Prima - aggiunge Gratteri - si facevano raccomandare per andare altrove, oggi fanno la corsa per entrare nella nostra squadra dove sanno di poter crescere, imparare e fare carriera". Si stanno, insomma, creando tutti i presupposti per dare l'assalto ad armi pari alla 'ndrangheta e alle varie consorterie criminali che tengono sotto scacco il territorio. E a Vibo è arrivato un questore che è "fiero di essere il questore di Vibo". Parole e musica di Andrea Grassi. "L’operazione di oggi, dopo pochi giorni da quella che ha smantellato la cosca dei Piscopisani, colpisce il cuore dei Mancuso. Tutto questo grazie agli uomini ed alle donne della Polizia di Vibo Valentia, di Catanzaro e dello SCO. E grazie alla Procura Antimafia di Nicola Gratteri”. E' questa una parte della squadra che lo Stato ha messo in campo per spezzare il monopolio della 'ndrangheta nel Vibonese.

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