Un dato sorprendente porta la provincia di Vibo Valentia sotto i riflettori del panorama nazionale: nel confronto con altre aree del Paese, il territorio vibonese ha registrato nei primi nove mesi dell’anno un incremento del 434,5% delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Lo evidenzia uno studio dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che mette in luce come la crescita dell’export italiano non sia più esclusiva delle aree industriali del Nord, ma coinvolga anche province considerate periferiche.

L’analisi colloca Vibo Valentia al terzo posto in Italia per tasso di crescita verso il mercato statunitense, subito dopo Trieste (+1.080%) ed Enna (+582,4%). L’exploit vibonese è legato soprattutto a prodotti tipici del Made in Italy, con il comparto agroalimentare e le eccellenze locali che continuano a conquistare consumatori oltreoceano. Tra questi, olio, vini, conserve, dolci e specialità artigianali hanno contribuito in maniera decisiva all’impennata delle esportazioni.

Il confronto con altre province siciliane mostra come Vibo Valentia si distingua con un +151,2% di crescita complessiva dell’export nei primi tre trimestri dell’anno, superando anche il Sud Sardegna (+129,5%) e affiancandosi a Palermo (+160,6%). Tuttavia, alcune province del Sud registrano cali significativi, come Caltanissetta (-24,2%), Isernia (-27,3%) e Crotone, evidenziando un divario territoriale nelle performance internazionali.

A livello macroeconomico, l’Italia conferma il proprio ruolo tra i principali esportatori mondiali: nel terzo trimestre del 2025, il Paese si colloca al quarto posto tra i membri del G20 per valore delle merci esportate, vicino ai 190 miliardi di dollari, superando il Giappone e alle spalle di Cina, Stati Uniti e Germania.

Secondo la Cgia, tra le ragioni del boom vi sono l’anticipo degli acquisti da parte dei consumatori statunitensi in vista dell’aumento dei dazi, la capacità dei prodotti italiani di mantenere appeal nonostante i prezzi più alti e la strategia di alcune aziende di ridurre i margini per mantenere quote di mercato. Restano comunque incognite legate alle politiche protezionistiche Usa e alla svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro, che dall’inizio dell’anno ha perso circa il 12%.

Per Vibo Valentia, il dato rappresenta un segnale concreto delle potenzialità del territorio. Le eccellenze locali si confermano competitive sui mercati più esigenti, trasformando qualità, tradizione e identità in leve di sviluppo economico e visibilità internazionale.