Francesco Fortuna (arrestato oggi per l'omicidio a Sant'Onofrio di Domenico Di Leo) era stato arrestato la prima volta il 23 luglio 2008 dopo quasi 10 mesi di latitanza. Coinvolto nell'operazione antimafia "Uova del drago", scattata il 30 ottobre del 2007, Francesco Fortuna era riuscito a sfuggire all'arresto venendo catturato solo nel luglio 2008 dalle Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Valentia in una villetta di contrada Bitonto a Vibo di proprietà di alcuni pareti di Fortuna.

Francesca Bruni in compagnia del latitante. In occasione dell'arresto del latitante, la polizia aveva denunciato a piede libero pure Francesca Bruni, all'epoca di 27 anni, di Sant'Onofrio, figlia dell’ex presidente della Provincia di Vibo, Gaetano Ottavio Bruni, all'epoca sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria guidata da Agazio Loiero. La ragazza, all'epoca studentessa universitaria, intratteneva una relazione sentimentale con Francesco Fortuna. La vicenda costò al padre, Gaetano Ottavio Bruni (attuale portaborse dell'europarlamentare Lorenzo Cesa), le dimissioni dalla giunta regionale di Agazio Loiero.

Francesco Fortuna

Le armi nell'appartamento occupato da Francesco Fortuna e Francesca Bruni. Nell’appartamento, occultate sotto il letto, la polizia trovò una vera e propria “Santa Barbara”: un kalashnikov, un revolver calibro 357, una carabina Winchester, un fucile calibro 12 semiautomatico, un fucile a pompa a canna corta, un migliaio di munizioni, un lampeggiante in uso alle forza di polizia, oltre a duemila euro in contanti.

La posizione di Francesca Bruni, passata dalla Dda alla Procura di Vibo Valentia con l'accusa di favoreggiamento semplice di latitante, venne archiviata su richiesta del pm dell'epoca, Fabrizio Garofalo, che ritenne la condotta della ragazza non punibile in quanto coinvolta sentimentalmente nella relazione con Fortuna, non avendo invece svolto un ruolo attivo - ad avviso del pm - nella latitanza del fidanzato. (g.b.)

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