Salvatore Scrivo negli scorsi anni era rimasto coinvolto nell'operazione denominata "Attacco Incrociato" condotta dalla Dda di Reggio Calabria. Era accusato nell'ambito di tale inchiesta di narcotraffico internazionale. Per i magistrati reggini, Scrivo sarebbe stato l’intermediario fra un narcotrafficante ritenuto vicino alla cosca Alvaro di Sinopoli e Cosoleto ed i fornitori di cocaina sudamericani.  L’attività delittuosa si sarebbe svolta fra il febbraio ed il maggio del 2005 nelle province di Reggio Calabria, Imola e Milano, quindi a Barcellona, in Spagna. Incontri fra Salvatore Scrivo e l'uomo ritenuto vicino al clan Alvaro, al fine di pianificare le strategie dei viaggi di droga, si sarebbero tenuti anche presso il cimitero di Polistena. Gli inquirenti collocavano alla data dell’ 11 aprile del 2005 un viaggio di Salvatore Scrivo in un ristorante in provincia di Bologna dove sarebbero state programmate altre importazioni di cocaina. Con l’aiuto delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, i magistrati hanno ricostruito anche un viaggio in Francia compiuto il 13 luglio del 2005 da Salvatore Scrivo.

Tribunale Reggio

Al rientro, Salvatore Scrivo e l'uomo del clan Alvaro avrebbero atteso in un’area di servizio di Genova i fornitori di cocaina spagnoli che, giunti con un camion, dopo aver prelevato i soldi da Scrivo, si sarebbero fatti accompagnare dai calabresi sino al confine con la Francia. A carico di Salvatore Scrivo, vi era poi la ricostruzione di un viaggio aereo da Roma a Barcellona, effettuato il 18 maggio del 2005. Scopo della “missione”, la trattazione diretta con i fornitori spagnoli dell’importazione in Italia di oltre sette chili di cocaina. Per la Dda reggina, Salvatore Scrivo sarebbe quindi stato il “cervello” di un’organizzazione dedita al narcotraffico.

L’inchiesta "Attacco Incrociato" era partita indagando sulle relazioni tra il potente clan Alvaro di Cosoleto e Sinopoli con la famiglia della camorra napoletana dei Di Lauro. I carabinieri del Ros Napoli, infatti, si erano interessati a soggetti legati agli ambienti coinvolti nella faida di Scampia che intrattenevano rapporti di natura illecita con personaggi spagnoli.

Salvatore Scrivo

Dalle intercettazioni era quindi emersa un’attività finalizzata all’importazione di sostanze stupefacenti con un presunto ruolo di primo piano ricoperto proprio dal serrese Salvatore Scrivo, finito poi in carcere il 17 luglio del 2008 su ordinanza del gip di Reggio Calabria Mariagrazia Arena. Nel gennaio del 2010, al termine del processo con rito abbreviato, era stato condannato a 9 anni di reclusione, ridotti a 6 anni in appello. (g.b.)

 

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