Omicidio Scrivo a Serra: della vittima aveva parlato anche il pentito Taverniti
Il 59enne ucciso, secondo il collaboratore di giustizia, avrebbe preso parte al rito di iniziazione nella 'ndrangheta del boss Bruno Emanuele di Gerocarne
Spunta anche nelle dichiarazioni rese agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Enzo Taverniti, detto "Il Cinghiale", il nome di Salvatore Scrivo, il 59enne ucciso con cinque colpi di pistola. Enzo Taverniti è al tempo stesso cognato dell'assassinato Vincenzo Loielo (ucciso nel 2002 dal clan Emanuele insieme al fratello Giuseppe) e nipote di Antonio Maiolo, il boss di Acquaro in guerra coi Loielo di Ariola e rimasto vittima nel '98 della lupara bianca col cadavere ritrovato solo il 24 settembre 2009 in località "Artisia" di Gerocarne.

Stando al racconto di Taverniti, a comandare negli anni '90 sul territorio di Sorianello ci sarebbero state le storiche "famiglie" Nardo e Suppa. Nel marzo 2001, però, Bruno Emanuele venne scarcerato. Era finito dentro poiché coinvolto nella rapina ad un portavalori sulla strada per Vazzano. Rapina che il 3 novembre 1998 era anche costata la vita al 22enne Maurizio Forastefano, dell'omonima "famiglia" di Cassano allo Jonio, ucciso nel conflitto a fuoco con i carabinieri. Col padre Nazzareno assassinato il 28 marzo 1978 nella prima "faida dei boschi", Bruno Emanuele – una volta riacquistata la libertà – accettò la proposta di Giuseppe Loielo (poi ucciso insieme al fratello Vincenzo dallo stesso Bruno Emanuele) di entrare a far parte della 'ndrina di Ariola. Secondo Taverniti, il patto prevedeva l'assegnazione da parte dei Loielo a Bruno Emanuele dei comuni di Sorianello, Vazzano e Pizzoni.


A portare la "cattiva notizia" ai Nardo ed ai Suppa ci pensò direttamente Giuseppe Loielo il quale informò le due "famiglie" di Sorianello che su quel territorio, sotto l'ordine dei Loielo, la "reggenza" era stata affidata a Bruno Emanuele. A seguito di tale accordo, Bruno Emanuele sarebbe stato "battezzato" nella 'ndrangheta. Alla cerimonia di affiliazione alla 'ndrangheta di Bruno Emanuele – secondo il racconto del pentito Enzo Taverniti – avrebbero partecipato Antonio Altamura, "il mastro di giornata" Francesco Gallace (poi ucciso nella strage di Ariola il 25 ottobre 2003), Giuseppe Loielo, Salvatore Scrivo ed Alberto Emanuele, quest'ultimo cugino del "battezzato" e presunto appartenente, insieme a Scrivo, alla "società di Serra San Bruno". (g.b.)
Omicidio fra Mongiana e Serra San Bruno: freddato Salvatore Scrivo
Il profilo di Salvatore Scrivo, dal narcotraffico ai legami col Reggino
