Superbonus fittizi per 560 milioni, maxi sequestro: 12 indagati
Secondo gli inquirenti, i crediti fiscali sarebbero stati generati da lavori edilizi mai eseguiti

Un presunto sistema fraudolento legato a crediti fiscali per lavori mai realizzati con il Superbonus 110% ha portato al sequestro di circa 560 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza del comando provinciale di Siracusa, su disposizione della Procura della Repubblica.
L’indagine, coordinata dall’autorità giudiziaria aretusea, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo illecito sarebbe stato basato sulla creazione di crediti fiscali fittizi, generati attraverso lavori edilizi mai eseguiti ma formalmente attestati per accedere alle agevolazioni del cosiddetto Superbonus.
L’inchiesta, condotta anche con il supporto del Nucleo speciale tutela entrate e repressione frodi fiscali della Guardia di Finanza di Roma e del settore antifrode dell’Agenzia delle Entrate, avrebbe consentito di ricostruire un sistema strutturato e ramificato su scala nazionale.
Le somme, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state successivamente movimentate attraverso società e soggetti prestanome, con l’obiettivo di reimmettere i proventi illeciti nel circuito economico legale. Le ramificazioni dell’organizzazione criminale si estenderebbero in diverse regioni italiane.
Le indagini proseguono per definire l’intera rete dei soggetti coinvolti e la reale entità del danno erariale. Restano ferme le presunzioni di innocenza fino a sentenza definitiva.
