'Ndrangheta, dai social ai presunti affari illeciti: i verbali del pentito accendono il dibattimento (NOME)
Nei racconti emergono presunti intrecci tra criminalità organizzata, società utilizzate per aggirare le norme sul lavoro e movimentazioni di denaro che gli inquirenti collegano agli interessi delle organizzazioni mafiose
Nuovi elementi entrano nel fascicolo del processo Hydra, il procedimento che vede alla sbarra decine di imputati accusati, a vario titolo, di aver preso parte a una struttura criminale capace di mettere in relazione esponenti di Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra per la gestione di affari illeciti nel Nord Italia.
Al centro dell'attenzione vi sono ora i verbali resi dal collaboratore di giustizia Francesco Bellusci, 38 anni, ex appartenente alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo, ascoltato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Le sue dichiarazioni, depositate nelle ultime ore agli atti del processo, delineano un quadro che gli investigatori ritengono significativo per comprendere i rapporti economici e operativi tra alcuni dei soggetti coinvolti nell'inchiesta.
Tra gli episodi raccontati dal collaboratore figurano comportamenti ostentati sui social network da parte di persone ritenute vicine agli ambienti criminali. Bellusci descrive la pubblicazione di immagini e filmati nei quali venivano esibite ingenti somme di denaro contante, in un clima che, secondo il suo racconto, puntava a mostrare disponibilità economica e potere.
Nei verbali trova spazio anche la vicenda di una società che sarebbe stata costituita tra il 2021 e il 2022. Secondo quanto riferito dal collaboratore, l'attività avrebbe dovuto operare nel settore della somministrazione di manodopera, ma sarebbe stata progettata – sempre secondo l'accusa – per eludere obblighi contributivi e fiscali. Bellusci collega inoltre l'iniziativa alla necessità di sistemare alcune esposizioni debitorie che coinvolgevano soggetti ritenuti dagli investigatori vicini ad ambienti mafiosi siciliani.
Il rapporto tra i protagonisti della vicenda si sarebbe però incrinato poco dopo. L'ex affiliato racconta di essere stato progressivamente escluso dalla gestione degli affari e dalle decisioni operative, circostanza che avrebbe determinato la rottura definitiva dei rapporti con gli altri soci.
Un ulteriore filone delle dichiarazioni riguarda presunti progetti imprenditoriali finalizzati, secondo il pentito, a realizzare frodi commerciali e a generare liquidità attraverso operazioni ritenute fittizie. In questo contesto vengono richiamati meccanismi che avrebbero consentito la trasformazione di risorse provenienti da società in denaro contante, attraverso l'emissione di documentazione fiscale.
Le dichiarazioni di Bellusci rappresentano uno dei tasselli dell'impianto accusatorio sviluppato dalla Dda milanese nell'ambito dell'inchiesta Hydra. Secondo la procura, infatti, in Lombardia sarebbe stata operativa una rete criminale capace di mettere a sistema interessi e competenze delle principali organizzazioni mafiose italiane, creando una sorta di alleanza funzionale alla gestione di attività illegali e al controllo di specifici settori economici.
Le accuse formulate dall'accusa sono ora al vaglio del tribunale. Sarà il dibattimento a verificare la fondatezza delle dichiarazioni del collaboratore e degli elementi raccolti nel corso delle indagini, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza degli imputati fino a eventuale sentenza definitiva.
