'Ndrangheta, condanne per quasi 4 secoli di carcere agli esponenti del clan (NOMI)
I giudici confermano l’impianto accusatorio dell’inchiesta su un network internazionale della droga legato alle cosche calabresi

La Corte d’appello di Bologna ha confermato nella sostanza la sentenza di primo grado del processo “Aspromonte Emiliano”, scaturito dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che nel 2023 aveva portato alla luce presunti collegamenti tra cosche della Locride e ambienti criminali del Crotonese nel traffico internazionale di stupefacenti. Lo scrive “L'Altra Voce-Il Quotidiano del Sud”.
I giudici hanno confermato 28 condanne, accogliendo la richiesta della Procura generale, e modificato soltanto tre posizioni, due delle quali oggetto di concordato. Le pene più elevate, pari a 20 anni di reclusione ciascuno, restano quelle inflitte al presunto vertice dell’organizzazione, indicato come Giuseppe Romeo, e a Pietro Costanzo, ritenuto figura di rilievo del sodalizio.
Il collegio giudicante ha quindi sostanzialmente ribadito l’impianto accusatorio del primo grado, che ha ricostruito una struttura criminale dedita al narcotraffico internazionale, con canali di approvvigionamento di cocaina e hashish dal Sudamerica e ramificazioni operative in diversi Paesi europei.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe gestito ingenti quantitativi di droga, per oltre mille chili di cocaina e centinaia di chili di hashish, reinvestendo i proventi in attività di riciclaggio attraverso società fittizie e sistemi di fatturazione per operazioni inesistenti, anche con l’ausilio di circuiti finanziari internazionali.
Al centro del sistema, secondo gli inquirenti, anche l’uso di piattaforme di comunicazione criptata come Sky ECC, utilizzate per coordinare traffici, consegne e movimentazioni di denaro. Le chat acquisite sono state ritenute utilizzabili dalla giurisprudenza recente, elemento che ha rafforzato il quadro probatorio.
Nel corso del processo sono stati inoltre ricostruiti episodi di gestione illecita dei proventi della droga, trasferimenti di denaro per centinaia di migliaia di euro e l’impiego di prestanome per occultare i flussi finanziari riconducibili al sodalizio.
LA SENTENZA
Teresa Alfì, di 34 anni, di Cirò Marina: 5 anni. Francesco Barbera (56), di Rizziconi: 12 anni. Giuseppe Cardaciotto (37), di Cinquefrondi: 14 anni. Giuseppe Condello (56), di Taurianova: 18 anni. Niko Costanzo (32), di Petilia Policastro: 6 anni. Pietro Costanzo (34), di Petilia Policastro: 20 anni. Rosario Costanzo (62), di Petilia Policastro: 6 anni (8 anni). Alessio Drago (33), di Cariati: 12 anni. Claudio Fava (44), di Scandiano. 10 anni. Vincenzo Ferrinda (44), di Oppido Mamertina. 10 anni. Giovanni Generoso (32), di Guastalla (RE) ma originario di Cutro: 6 anni (7 anni). Fortunato Giorgi (61), di San Luca. 16 anni. Giuseppe Giorgi (30), di Melito Porto Salvo. 10 anni. Giuseppe Giorgi (26), nato in Belgio 10 anni. Nertil Hoxhaj (50), nato in Albania. 12 anni. Gennaro Lonetti (39), di Melissa. 15 anni. Massimiliano Masi (44), di Roma. 9 anni e 10 mesi (10 anni). Domenico Napoli (40, di Locri. 9 anni e 4 mesi. Daniele Pezzella (47), di Napoli. 6 anni. Francesco Procopio (43), di Melissa. 12 anni. Ervin Proshka (35), nato in Albania. 9 anni e 4 mesi. Giuseppe Romeo (40), di San Luca: 20 anni. Costanzo Sanna (63), di Sassari. 6 anni e 8 mesi. Francesca Santoriello (27), di Bagnolo in Piano (RE). 3 anni. Michele Saracino (35), di Cerignola (FG): 12 anni. Francesco Silipo (38), di Cutro. 18 anni. Francesco Sirto (41), di Crotone: 3 anni. Ottavio Sirto (65), di Isola Capo Rizzuto: 3 anni. Ankeloid Tuci (44), nato in Albania: 12 anni. Francesco Ventura (47), di Isola Capo Rizzuto: 4 anni e 6 mesi. Chunxiong Ye (71), nata in Cina. 1 anno.
