Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Bruno Patania, 41 anni, di Stefanaconi, arrestato due anni fa nell'ambito dell'operazione antimafia denominata "Romanzo criminale" condotta dalla Dda di Catanzaro contro il clan Patania. Bruno Patania si trova attualmente sotto processo dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia con l'accusa di associazione mafiosa ed usura aggravata dalle finalità mafiose (articolo 7 della legge antimafia). Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ( presieduto dal giudice Monica Lucia Monaco) aveva nelle scorse settimane rigettato un'istanza di scarcerazione per Bruno Patania avanzata dagli avvocati Pamela Tassone e Costantino Casuscelli.

Bruno Patania

Contro il rigetto, i due legali hanno però presentato prontamente ricorso al Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha accolto le argomentazioni difensive e, riconoscendo un affievolimento delle esigenze cautelari, ha disposto gli arresti domiciliari per l'imputato (senza l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico) così come chiesto dagli avvocati Tassone e Casuscelli. Bruno Patania - che in passato ha ricoperto anche incarichi pubblici quale assessore comunale a Gerocarne - ha pertanto lasciato il carcere ed ha fatto rientro nella propria abitazione. Bruno Patania è figlio di Fortunato Patania - ritenuto il boss dell'omonimo clan di Stefanaconi ed ucciso nel settembre 2011 nel suo distributore di benzina sito nella Valle del Mesima -  e di Giuseppina Iacopetta, anche lei imputata nel processo nato dall'operazione "Romanzo criminale". Bruno Patania è inoltre fratello di Salvatore, Saverio, Giuseppe e Nazzareno, anche loro imputati nel processo "Romanzo criminale" in corso a Vibo e che riprenderà il 23 marzo prossimo.

Processo al clan Patania: intercettate pure le conversazioni fra parroco e vescovo (LEGGI QUI)

Processo al clan Patania: “scontro” nell’Arma, carabinieri contro carabinieri (LEGGI QUI)