Tragedia sul lavoro in Calabria: il giovane travolto e ucciso da una struttura di cemento lavorava in nero (NOME)
Dalle prime verifiche effettuate dal commissariato di Polizia e dagli ispettori del lavoro, emerge un dettaglio amaro: il ragazzo non risultava regolarmente assunto
Doveva essere una giornata di preparativi in vista dell'estate, si è trasformata in un dramma che riaccende i riflettori sulla sicurezza e lo sfruttamento nel mondo del lavoro. El Hadji Mamadou Diallo, un giovane di 23 anni originario del Senegal, ha perso la vita questa mattina all'interno di uno stabilimento balneare sul lungomare di Paola, travolto da una struttura in cemento.
Dalle prime verifiche effettuate dal commissariato di Polizia e dagli ispettori del lavoro, emerge un dettaglio amaro: il ragazzo non risultava regolarmente assunto. Il titolare della struttura lo avrebbe impiegato "in nero" per le operazioni di montaggio e allestimento del lido, una circostanza che ha spinto la Procura della Repubblica di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi, ad aprire un fascicolo per omicidio colposo.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, Diallo stava effettuando le operazioni di traino di una pedana destinata alle docce. All'improvviso, un cavo si sarebbe spezzato, innescando una reazione a catena che ha portato al cedimento strutturale di una colonna in cemento. Il pilastro ha investito in pieno il 23enne, schiacciandolo.
Nonostante il tempestivo arrivo dei sanitari del 118 e l’attivazione dell’elisoccorso, ogni tentativo di rianimazione è stato vano. Le lesioni riportate nell'impatto sono risultate fatali e il decesso è avvenuto pochi istanti dopo l'incidente.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, la Capitaneria di Porto e il magistrato di turno per i rilievi tecnici. L’intera area del lido è stata posta sotto sequestro giudiziario per permettere agli esperti di valutare se vi siano stati errori nelle manovre di montaggio o se il pilastro presentasse difetti strutturali preesistenti.
Al momento vige il massimo riserbo sull'eventuale iscrizione di nomi nel registro degli indagati, ma la posizione del datore di lavoro è al vaglio degli inquirenti anche in relazione alla violazione delle norme sulla sicurezza e alla mancata regolarizzazione della posizione lavorativa della vittima.
La storia di El Hadji Mamadou Diallo è quella di molti giovani giunti in Italia in cerca di un futuro migliore. Il ragazzo era ospite di un centro di accoglienza per migranti della zona e non aveva parenti o familiari in città. Mentre la comunità locale si interroga sulla piaga del lavoro sommerso, la salma resta a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'esame autoptico.
