’Ndrangheta, le gerarchie svelate dal pentito (NOMI e DETTAGLI)
Il collaboratore di giustizia descrive ai pm presunti assetti e gerarchie interne alla coalizione criminale al centro dell’inchiesta della Dda. Emergerebbero ruoli di vertice e figure di raccordo tra i diversi gruppi
Nuovi elementi emergono nell’ambito del maxi procedimento “Hydra”, l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano sulla presunta rete criminale radicata in Lombardia. Nel corso di un interrogatorio, un collaboratore di giustizia ha ricostruito dall’interno quella che viene descritta come una struttura di coordinamento tra diversi gruppi, indicata nei verbali come un vero e proprio “tavolo” decisionale.
Davanti ai magistrati inquirenti, il collaboratore ha riferito di presunti equilibri interni, nominativi e ruoli di soggetti che avrebbero partecipato a incontri e trattative tra esponenti di diverse consorterie. Secondo il suo racconto, tali riunioni non sarebbero state semplici contatti informali, ma momenti di riconoscimento reciproco e definizione di assetti.
Al centro delle dichiarazioni figura anche la presunta posizione di Santo Crea, indicato come uno dei riferimenti calabresi all’interno del contesto ricostruito dagli investigatori. Il collaboratore lo collocherebbe in un sistema più ampio di relazioni che coinvolgerebbe altri soggetti indicati come appartenenti a gruppi operanti sul territorio lombardo.
Nel verbale vengono richiamati anche nomi già emersi in precedenti atti giudiziari e indagini antimafia, inseriti in una rete che, secondo la ricostruzione del dichiarante, avrebbe avuto una struttura piramidale e ruoli differenziati. In tale schema, alcune figure sarebbero state considerate punti di riferimento o garanti nei rapporti tra le varie componenti.
Il collaboratore ha inoltre fatto riferimento a dinamiche interne di equilibrio e tensione, legate a episodi che avrebbero generato sospetti e fratture tra gli appartenenti alla presunta coalizione. In questo contesto, vengono descritti momenti di confronto tra gruppi diversi e la necessità di “garanzie” reciproche per mantenere la tenuta degli accordi.
Gli atti confluiti nell’inchiesta Hydra stanno delineando un quadro ancora in fase di verifica, nel quale le dichiarazioni dei collaboratori vengono sottoposte ad approfondimenti investigativi e riscontri documentali. Gli inquirenti stanno lavorando per distinguere le ricostruzioni narrative dalle evidenze processuali, in un procedimento che si preannuncia complesso e di lunga durata.
Il processo, attualmente nelle fasi iniziali, punta a chiarire l’eventuale esistenza di una struttura unitaria in grado di coordinare più gruppi criminali sul territorio lombardo e i relativi livelli di responsabilità.
