Operazione "Chaos", pressioni per sbloccare i pagamenti. Spunta la "Dama nera"
Tra le pagine dell'inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Vibo compare anche il nome di Antonella Accroglianò, già membro della Commissione collaudo dell'Anas
Nel provvedimento firmato dal gip del Tribunale di Vibo Gabriella Lupoli emerge il ruolo di Antonella Accroglianò responsabile del coordinamento tecnico amministrativo Anas e già membro della Commissione di collaudo dell’Anas, finita nell’inchiesta la "Dama nera", che portò il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma il 22 ottobre 2015 ad eseguire dieci ordinanze di custodia cautelare emessa nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas, imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche. Trentuno gli indagati tra cui proprio Antonella Accroglianò il cui nome compare anche nell’inchiesta Chaos.
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La Dama nera. Era proprio lei in contatto, tra gli altri, con Gregorio Cavalleri e la responsabile amministrativa e finanziaria della “Cavalleri Ottavio Spa” Carla Rota. Nei mesi di dicembre 2014 e gennaio 2015, la società “Cavalleri infrastrutture” aveva emesso due stati di avanzamento lavori per un importo complessivo superiore a 6 milioni la cui liquidazione incontrava ostacoli all’Anas. Serviva la Dama nera per sbloccarli e a febbraio 2015, nella sede centrale Anas, Cavalleri incontrò Accroglianò.
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L'intercettazione. L’attività intercettiva ha consentito di accertare le pressioni che Carla Rota esercitava nei confronti di Accroglianò per sbloccare il pagamento dei due “Sal”. La “Dama nera” riferisce: “ ma io sono perfettamente d’accordo ma voi avete capito che avete tutta l’amministrazione che è contro, che non è d’accordo, io non è che ve lo posso dire a 360 gradi”, esplicitando durante la conversazione telefonica la procedura da adottare ed evidenziando il proprio interessamento. “Si secondo lei ieri mi vedeva distratta, io non è che davanti a due persone posso dire quello che già ci siamo detti con l’ingegnere Cavalleri riservatamente. La situazione è questa, che nessuno purtroppo vi vuole dare una mano. E quindi siccome nessuno vi vuole dare una mano e nessuno vi può dare un mano dobbiamo procedere… procedere… a chiedere un parere, già ho parlato con l’avvocato Cecere, per avere la risposta”. Ed è proprio grazie a tale interessamento che alla fine si riesce a districare la matassa, come emerge nella conversazione telefonica del 29 aprile del 2015 tra Accroglianò e Cavalleri, in cui la dirigente dell’Anas riferisce: “Sì, è tornata firmata, è in ufficio".
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