Truffa nei lavori sull'A3, il procuratore Giordano: "Prendete l'autostrada ma con prudenza"
Il consiglio del capo della Procura di Vibo Bruno Giordano a margina della conferenza stampa che ha illustrato i dettagli dell'operazione Chaos (VIDEO)
L'operazione eseguita all'alba di oggi dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Vibo Valentia rappresenta lo sviluppo dell'indagine che, nel maggio dello scorso anno, in seguito a una serie di incidenti mortali, ha portato al sequestro preventivo del tratto autostradale dell'ex A3 (oggi A2/autostrada del mare) compreso fra gli svincoli di Mileto e Rosarno e di aree e strade provinciali limitrofe interessate da un serio rischio idraulico-idrogeologico, mai considerato, secondo gli inquirenti, in nessuna fase di progettazione, con conseguente configurabilità del reato di crollo-disastro doloso. La stessa inchiesta aveva portato al sequestro di somme di denaro per oltre 400.000 euro, corrispondenti al presunto, illecito profitto dei reati di truffa e falso commessi dalle imprese esecutrici dei lavori attraverso la formazione di documentazione che attestava falsamente l'avvenuto smaltimento di rifiuti speciali di lavorazione in realta', sempre secondo l'accusa, mai avvenuto.
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L'ipotesi accusatoria. Il provvedimento e' stato emesso dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, su richiesta della Procura. Dalle indagini sull'esecuzione dei lavori di ammodernamento, affidati in appalto dall'Anas per un importo di circa 61 milioni di euro, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Bruno Giordano, e dal sostituto procuratore Benedetta Callea sarebbe emerso un quadro di diffuse irregolarità, messe in atto attraverso vari episodi di truffa e frodi nelle pubbliche forniture; false certificazioni di lavori mai effettivamente eseguiti, eseguiti solo in parte o eseguiti in grave difformita' rispetto alle previsioni contrattuali; alterazioni della contabilita' lavori; omissioni, da parte degli organi della Stazione Appaltante, di verifiche e controlli. Il tutto sarebbe stato finalizzato all'indebito arricchimento degli operatori economici aggiudicatari dell'appalto, che secondo quanto sinora emergerebbe dagli accertamenti, avrebbero lucrato somme non dovute. Il lavoro degli inquirenti avrebbe fatto emergere anche l'esecuzione di opere potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica.
La conferenza stampa. I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il procuratore capo Bruno Giordano, il sostituto procuratore Benedetta Callea, comandante regionale della Guardia di finanza Gianluigi Miglioli, il comandante provinciale Elia Pallaria e il comandante della Compagnia di Vibo Alessandro Lembo. "Probabilmente il nostro intervento nel settore delle opere pubbliche - afferma il procuratore Bruno Giordano - non si esaurirà qui. Purtroppo è un settore che lascia spazio a grosse interferenze e lascia spazio ad iniziative da parte nostra che si rivelano costantemente fondante. Abbiamo accertato che non sono stati rispettati i capitolati e che lo smaltimento di parte dei rifiuti non è avvenuto secondo i formulari previsti dalla legge. Quello che preoccupa è soprattutto il primo aspetto, la mancanza corrispondenza dei materiali utilizzati per le opere con quelli da capitolato era previsto che venissero utilizzati". Sulla sicurezza dell'opera Giordano aggiunge: "In questo momento l'autostrada è lì, apparentemente in buone condizioni. Chiaramente le carenze eventuali e strutturali potrebbero farsi vedere in momenti meno opportuni cioè in presenza di grossi fattori esterni e di grosse sollecitazioni che metterebbero a nudo i limiti di questa attività costruttiva".
LA VIDEO-INTERVISTA AL PROCURATORE BRUNO GIORDANO
https://www.youtube.com/watch?v=us-g46_51rE
