'Ndrangheta: omicidio Di Leo, gip Catanzaro firma arresto per Fortuna
Ordinanza di custodia cautelare in carcere del competente gip distrettuale che ha accolto la richiesta della Dda sul delitto maturato all'interno del clan Bonavota di Sant'Onofrio
Il gip distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Francesco Fortuna, 36 anni, di Sant'Onofrio, arrestato il 14 gennaio scorso nell'ambito di un'inchiesta della Dda che lo indica come uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Domenico Di Leo, detto "Micu u Catalanu", ucciso nella notte del 12 luglio 2004 da numerosi colpi di kalashnikov e fucili. A convalidare il fermo della Dda era stato il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Anna Rombolà, che ha al contempo aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco Fortuna. Con l'emissione dell'ordinanza, il giudice aveva però dichiarato la propria incompetenza territoriale e funzionale trasferendo gli atti alla Procura distrettuale di Catanzaro affinchè l’ufficio antimafia inquirente riproponesse entro 20 giorni una nuova richiesta di misura al competente gip distrettuale di Catanzaro.

Interrogato dal gip, Anna Rombolà, assistito dai suoi legali di fiducia, Tiziana Barillaro e Sergio Rotundo, Francesco Fortuna aveva risposto a tutte le domande del giudice respingendo le accuse e cercando di contestare la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti. Per il gip distrettuale di Catanzaro, però, vi sono tutti gli elementi che permettono la custodia cautelare in carcere dell’indagato - così come richiesta dalla Dda di Catanzaro - per l’omicidio di Domenico DI Leo, quest'ultimo ritenuto elemento di spicco del clan Bonavota ed eliminato - secondo gli inquirenti - dalle nuove giovani leve della cosca che mal avrebbero digerito la presenza sul territorio di un personaggio considerato "scomodo" e capace di fare "ombra" a molti esponenti della storica 'ndrina di Sant'Onofrio. (g.b.)
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