Un folto gruppo di pellegrini della parrocchia della Madonna degli Angeli

A Roma e ad Assisi per un cammino nel segno della fede. E’ quello vissuto nei giorni scorsi da un folto gruppo di fedeli della parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Paravati, guidati dal parroco don Francesco Sicari e dal suo vice don Andrea Campennì che hanno partecipato al pellegrinaggio giubilare in questi due luoghi simbolo della Cristianità.
Con questo pellegrinaggio, la comunità di Paravati ha voluto così dare inizio al cammino pastorale del nuovo anno, che avrà la sua continuità domenica 9 ottobre con il mandato agli operatori pastorali e la grande festa per la ripresa delle attività dell’oratorio “Mamma Natuzza”.

dsc_0415La prima tappa del percorso giubilare è stata la piccola chiesa della Porziuncola, posta all’interno della grande Basilica di Santa Maria degli Angeli, punto di riferimento di tutta la vita di San Francesco e della sua fraternità. Fu qui che in una notte di luglio 1216 che Francesco riuscì ad ottenere da Cristo e dalla Vergine, che gli erano apparsi, la promessa straordinaria che quanti, lungo i secoli, si fossero recati a pregare nella Porziuncola, avrebbero ottenuto la completa remissione delle loro colpe: è il Perdono di Assisi!
E proprio all’esperienza del Perdono ha fatto riferimento il parroco don Sicari nell’omelia tenuta nella cripta della Basilica. Richiamando l’espressione di San Francesco “Voglio mandarvi in Paradiso”, ha invitato i presenti a perseguire la strada della misericordia e della riconciliazione come la strada maestra per raggiungere il Paradiso. Quella del perdono ricevuto da Dio e della riconciliazione fraterna, per don Francesco, “è una porta sempre aperta e che sempre dobbiamo attraversare per vivere fino in fondo la logica del vangelo”. Fortificati dalle parole del parroco e dalla celebrazione dell’eucaristia, il gruppo dei partecipanti ha così visitato gli altri luoghi francescani: dalla Basilica dedicata alla prima e più fedele discepola di San Francesco, Santa Chiara a quella che costituisce uno dei più splendidi ed originali complessi dell’arte italiana, ossia la Basilica di San Francesco, concludendo il percorso davanti alla Tomba del Santo, patrono d’Italia.

La seconda tappa del pellegrinaggio è stata Roma. Nel viaggio verso la sede della cristianità, il gruppo di Paravati ha fatto anche una breve sosta a Cascia per pregare davanti all’urna di Santa Rita, la santa dei casi impossibili. A questa grande santa, sposa, madre, vedova e poi monaca agostiniana, sono state affidate le varie richieste di preghiera, in particolare è stata chiesta la grazia della guarigione per alcune bambine e giovani della comunità, costretti a lottare contro gravi malattie e si è pregato perché una pioggia di petali di rose di vero amore arrivi al cuore di tutti.
La mattinata trascorsa a Roma è stata tutta caratterizzata dal pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Il pellegrinaggio ha avuto inizio con un momento di raccoglimento presso Castel Sant’Angelo e poi attraverso un percorso creato ad hoc per i pellegrini è giunto alla porta Santa. Diverse soste di preghiera hanno caratterizzato il percorso: davanti alla Chiesa di Santa Maria in Traspontina per invocare Maria, Madre di Misericordia, all’inizio del colonnato del Bernini per vivere l’abbraccio della piazza e invocare i Santi posti in cima al colonnato, prima di attraversare la Porta Santa, recitando il salmo 24 e infine all’interno della Basilica davanti alla tomba dell’apostolo Pietro, per rinnovare la fede e pregare secondo le intenzioni del Papa.

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