'Ndrangheta: omicidio Domenico Di Leo a Sant'Onofrio, un arresto
Il fermo della Dda nei confronti di Francesco Fortuna, già arrestato nell'inchiesta "Uova del drago" ed assolto insieme agli indicati vertici del clan Bonavota
La Dda di Catanzaro ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Francesco Fortuna, 36 anni, già noto alle forze dell'ordine e ritenuto esponente di spicco del clan Bonavota di Sant'Onofrio, nel Vibonese. E' accusato dell’omicidio del pluripregiudicato Domenico Di Leo, 47 anni, consumato il 12 luglio del 2004 a Sant'Onofrio mediante esplosione di numerosi colpi di Kalashnikov e di fucile calibro 12. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia sono coordinate dal procuratore aggiunto della Dda, Giovanni Bombardieri e dal pm Camillo Falvo. Le investigazioni sono partite dopo il taglio di 1000 ulivi nel 2011 ai danni di una cooperativa agricola avente scopi benefici gestita anche da religiosi.

Domenico Di Leo sarebbe stato eliminato nelle dinamiche di contrasti interni al clan Bonavota, originati da differenti vedute sul collocamento di imprese nella zona industriale di Maierato. I vertici del clan voleva infatti la realizzazione di un centro commerciale, mentre il Di Leo una catena di autolavaggi. Il pretesto dell’omicidio è stato individuato in un’offesa fatta da Di Leo ad un maggiorente dei Bonavota che aveva intrattenuto una relazione sentimentale con la cugina. Relazione da lui non condivisa. Determinante l'apporto degli accertamenti scientifici dei carabinieri del Ris di Messina.
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