Caso Trump, Occhiuto alza il muro: “La sua destra non è la nostra, chi lo abbraccia finisce stritolato”
Il governatore guida la rivolta contro il tycoon dopo l'attacco a Meloni. Il monito agli alleati: “Noi siamo europeisti e liberali, il populismo americano offende l'Italia”

Non è solo un caso diplomatico, ma diventa una faglia politica insanabile all'interno del perimetro della destra. Le parole sprezzanti di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni, rilasciate a L’Aria che Tira su La7, hanno scatenato la reazione durissima di Roberto Occhiuto. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia ha preso la parola per blindare la Premier, ma soprattutto per lanciare un avvertimento politico di portata profonda, destinato a ridefinire i confini ideologici della maggioranza di governo.
Occhiuto non ha usato diplomazia nel condannare le dichiarazioni del candidato alla Casa Bianca, che aveva liquidato la Premier italiana parlando di "richieste insistenti per una foto" e dicendo che "gli faceva quasi pena".
“Piena solidarietà al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le parole del presidente Trump sono ingiuste e inaccettabili: offendono l’Italia intera. Il premier ha risposto con la fermezza che il suo ruolo impone. Né lei né l’Italia mendicano nulla”.
Il governatore calabrese ha voluto rimarcare la linea già espressa dal segretario del suo partito, Antonio Tajani: l'asse storicamente atlantista dell'Italia non è in discussione, ma l'alleanza con Washington non può tradursi in una subalternità geopolitica o culturale.
Il fulcro dell'intervento di Occhiuto si sposta rapidamente dal piano della solidarietà istituzionale a quello dell'identità politica. Il vicesegretario azzurro ha tracciato una linea netta, quasi un cordone sanitario, tra il modello della destra di governo italiana e la deriva populista d'oltreoceano.
“La destra di Trump non è la mia, né quella di Giorgia Meloni. Destre come quella di Trump vanno maneggiate con cura, perché chi le abbraccia troppo finisce stritolato. Quanto accaduto oggi me ne convince ancora di più. E la risposta ferma del presidente Meloni dimostra che lo sa bene anche lei”.
L'affondo di Occhiuto arriva per fare da scudo a una Premier impegnata a Bruxelles per il Consiglio europeo, che ha già liquidato le parole di Trump come "dichiarazioni inventate" in un clima bilaterale già surriscaldato dai dossier sulla base di Sigonella e dal post-G7 di Evian.
Mentre il Quirinale si muoveva per vie istituzionali con una telefonata di sostegno di Sergio Mattarella a Meloni, è toccato proprio a Occhiuto firmare il manifesto politico del centrodestra moderato: un netto "no" alle provocazioni americane e la rivendicazione di una destra sovranista ma rigorosamente ancorata ai valori europeisti.
