Un asse criminale capace di legare a doppio filo la Calabria al Centro-Nord Italia, infiltrandosi nel tessuto economico legale attraverso il controllo degli appalti pubblici, l'usura, le estorsioni e la corruzione. È questo lo scenario delineato dall'inchiesta che ha portato alla maxi-operazione eseguita all'alba dai Carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria".

Il blitz, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone, emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo calabrese. Le operazioni si sono concentrate tra Lamezia Terme e la provincia di Vibo Valentia, estendendosi fino alle province di Terni e Como, a testimonianza delle presunte ramificazioni del sodalizio criminale ben oltre i confini regionali.

Secondo l'impianto accusatorio della Procura antimafia, gli indagati sarebbero coinvolti, a vario titolo, in un articolato sistema di condizionamento dell'economia e della pubblica amministrazione. Le contestazioni comprendono associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, usura, estorsione, corruzione, peculato, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, oltre ai reati di turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse in grado di incidere sulle decisioni della macchina amministrativa, influenzando gare pubbliche e procedure di affidamento attraverso una rete di relazioni e presunte complicità. Un sistema che, secondo l'accusa, avrebbe consentito di orientare appalti e attività economiche verso soggetti riconducibili agli interessi dell'organizzazione.

Le misure cautelari hanno raggiunto Domenico Cracolici, Giuseppe Cracolici, Giuseppe Vinci, Francesco Feroleto, Pasquale Ventura, Luigi Notarianni, Luca Berlingieri, Rosanna Notarianni e Alfredo Cracolici.

Parallelamente agli arresti, i militari dell'Arma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di due aziende ritenute strategiche nell'ambito delle attività investigative. La prima opera nel settore del taglio boschivo, mentre la seconda è attiva nel terzo settore e si occupa della gestione del servizio di refezione e mensa scolastica. Secondo la prospettazione accusatoria, le due realtà imprenditoriali sarebbero state utilizzate per consolidare il controllo economico sul territorio e per la gestione di risorse e commesse pubbliche.

L'operazione rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi mesi nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale e negli appalti pubblici. Come previsto dall'ordinamento, la posizione degli indagati dovrà ora essere valutata nelle successive fasi processuali e la loro eventuale responsabilità potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva.