Federmoda Vibo Valentia contro la guerra in Ucraina
Anche Federmoda Confcommercio Vibo si schiera contro la guerra in Ucraina. "Esprime vicinanza al popolo ucraino -afferma la presidente, Antonella Petracca-e forte ammirazione per la determinazione alla resistenza. Il mio plauso va al presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelens'kyj, che ha rifiutato il passaggio offerto dall'America per portarsi in salvo,declinato per rimanere al fianco del suo popolo a resistere. Facendo appello alla richiesta di equipaggiamenti, armamenti a protezione dell'invasione".
"L'Italia c'è-prosegue-; è pronta a garantire protezione assieme agli alleati, con supporti forze aeree,navali, militari. Sino anche nello sport, annullate le competizioni delle squadre russe. Con sanzioni sempre più pesanti ,ancora più incisive senza tralasciare i negoziati e dialogo con Mosca. L'Italia c'è e si spende facendo la propria parte, come ben detto dal premier Draghi "perché non ci si può voltare dall'altra parte".
"Sì sono attivati corridoi umanitari-asserisce la presidente- per raggiungere il nostro paese in sicurezza a sostegno della direttiva protezione temporanea che consente soggiorno di un anno per ucraini, senza attivare onerose procedure di asilo senza visto. Perché i numeri sono terrificanti, 18 milioni le persone che necessitano di sostegno immediato, 7 mln gli sfollati, 4 mln i rifugiati.400mila le persone fuggiti nei paesi vicini, Polonia e Romania, che l'Italia sostiene nell'accoglienza alto flusso.E l'Italia c'è, stanziando 110milioni a favore del Kiev 1milione a favore della Croce Rossa.
Si ringrazia il Governo per il sostegno, ma Antonella Petracca non può esimersi dal chiedersi... l'Italia ci sarà? l'Italia sarà pronta?
l'Italia il Governo,le Regioni, i comuni faranno concretamente la loro parte? Lo faranno anche quando il conflitto produrrà gravi contraccolpi e forti ricadute economiche? Ci saranno tutti, in coesione , senza voltarsi dall'altra parte a sostegno delle famiglie e delle aziende?
Già attenagliate sotto la morsa delle tasse, del caro bollette, gas ed emergenza energetica, per cui si avverte la imminente necessità già tardiva, di perseguire approvvigionamenti diversificati, a sostegno produzione di energie rinnovabili.
In breve, un caro prezzi con effetto domino su tutto!"
Federmoda chiede che si lavori ora subito coesi ad un piano "scialuppa di salvataggio" prima di accorgersi, che non si hanno scialuppe idonee, in tempo utile! "Serve un Recovery S.O.S.-spiega Petracca- Non sarà ammissibile, la mancata programmazione atta ad interventi per tempo.
Sembra passata ormai in secondo piano la pandemia di covid.Pandemia che ha affondato un duro pugno allo stomaco, alle famiglie ed alle attività produttive,colpite pesantemente quasi in modo irreversibile. Pertanto, si pensava di aver conosciuto i giorni più bui, con i suoi effetti economici ancora sulla pelle, attività produttive in forte sofferenza costretti alla sopravvivenza. Dopo lo shock della pandemia , convertitasi poi in Pandemia economica, ora si profila lo shock di una Guerra Mondiale, con i suoi effetti economici devastanti .Con il timore di bloccare il treno della ripresa economica.
Con l'auspicio che questo conflitto volga presto a termine e che sia servito a svegliarci nell'acquisire sempre più consapevolezza degli errori fatti.
Che si intraprendino le vie per ridurre la dipendenza nell'approvvigionamento dei beni primari, puntando fortemente alla produzione dei fondi rinnovabili. Sostenibilità ambientale anche nel settore tessile bio materiali nel settore abbigliamento.
Innovazione e futuro digitale, strumenti sempre più green per il tessile sostenibile. Settore moda, tessile orgoglio Italiano. Restituire il vero valore ai marchi storici italiani, impegno ,lo si esige,nel tutelarli e salvaguardarli. Scongiurare che i brand Made in Italy passino in mano straniera, come:
Versace,Bulgari,Valentino, Ferrè, Krizia,Fendi ecc. un triste lungo elenco.
Maggiore consapevolezza di fornire gli strumenti e supporti economici concreti ed adeguati, atti alla crescita della forza economica del nostro paese, le colonne portanti , che non va mai dimenticato essere , le attività produttive".
