Trattative, polemiche e confusione: il punto sulle scuole superiori vibonesi
Palazzo Soriano no, assolutamente no, ma alla fine si. Didattica integrata per tutti, no solo per il Liceo Artistico, ma in realtà dovranno farla tutte le scuole. Soluzione trovata, tutti d'accordo, no non è vero il Liceo Vito Capialbi denuncia di non avere abbastanza aule. C'è tanta confusione quando si parla delle scuole superiori vibonesi. Alle solite diatribe dei mesi estivi quest'anno, con la preoccupazione del Covid, si sono aggiunte le polemiche tra dirigenti scolastici e tra gli stessi presidi e la Provincia. A conti fatti, a poco più di un mese dall'inizio delle lezioni che partiranno il 24 settembre, la soluzione che sembrava aver messo tutti d'accordo in realtà non è stata trovata.
Le lunghissime trattative per Palazzo Soriano. All'inizio fu l'ormai tradizionale questione di Palazzo Soriano, la sede "nuova" del Liceo Scientifico. Come ogni anno con l'arrivo del caldo sono iniziate le trattative per mantenere la disponibilità della struttura. Quest'estate, però, si sono svolti per mesi incontri settimanali essenzialmente inutili. Studenti e insegnanti del "G. Berto" hanno dovuto aspettare inizio agosto per avere la certezza che potranno continuare ad utilizzare la struttura. L'accordo finale è stato trovato rispettando la linea del presidente della Provincia Salvatore Solano che aveva messo un categorico veto all'utilizzo di somme - da parte di un Ente in dissesto - in affitti: si pagherà un canone per il prossimo anno ma questo verrà poi scomputato dal costo di acquisto dell'immobile. Ci sono voluti tanti "no", tanti annunci di accordi non raggiunti e finanche la consegna delle chiavi da parte della dirigente Calabrese, per ottenere la svolta sperata e non "sfrattare" i circa 800 alunni che può contenere l'immobile.
Liceo Artistico, Alberghiero e didattica integrata. Minore attenzione ma non meno preoccupazione hanno riguardato il Liceo Artistico e l'Alberghiero di Vibo Valentia. Per il primo c'è stato un problema di staticità del plesso, in quanto era stato paventato un rischio di crollo dell'edificio. Alla fine è stato il presidente della Provincia ad assumersi personalmente la responsabilità di tenere aperta la struttura. Scelta non casuale ma dettata da pareri dei tecnici che hanno assicurato la mancanza di rischio con minori carichi statici, ovvero con meno studenti presenti contemporaneamente nell'edificio. Perciò, anche se in un primo momento sembrava non fosse questa la soluzione, la scuola è stata obbligata alla didattica integrata: metà studenti in presenza e metà a distanza, a turno. Ma questa possibilità non doveva valere per tutte le scuole? In teoria si, e vista la mancanza di spazi è un'opzione di fatto obbligatoria per quasi tutti gli istituti, ma la Provincia non ha potuto metterlo nero su bianco perchè la scelta finale - e formale - spetta ai collegi delle singole scuole. Per quanto riguarda l'Alberghiero, invece, la scuola è rimasta in bilico a "subire" le scelte altrui: una soluzione sarebbe stata individuata solo dopo aver risolto i problemi degli istituti più popolosi. E così è stato: alla fine occuperà il B11 dell'Industriale in cui nessuno è voluto andare.
L'allarme dell'ex Magistrale. Se però la quadra sembrava essere stata trovata, mettendo tutti d'accordo, alla fine il Liceo Capialbi ha tirato le somme e ha capito di aver bisogno di ulteriori aule. E con il Liceo Scientifico che afferma di non poter "ospitare" studenti di altre scuole, e l'ex Ragioneria che dichiara di non avere più di 9 aule da mettere a disposizione, il dirigente Antonello Scalamandrè non ci sta e passa all'attacco, scrivendo anche al prefetto: perchè la scuola più popolosa della Provincia deve diventare uno "spezzatino" - denuncia il preside del Capialbi - e dividersi in tre o quattro plessi? L'iniziale soluzione di avere 9 aule all'Ite e 7 alla Provincia non sembra sufficiente, e l'accusa di discriminazione tra scuole continua a tornare a galla. Tra un mese però l'anno scolastico prenderà il via e bisogna garantire a tutti gli studenti un'aula dove poter fare lezione. Settimane di discussioni non sono bastate per arrivare ad una soluzione definitiva: si riuscirà a mettere tutti d'accordo entro la fine di agosto, così da avere il tempo di organizzare l'inizio delle lezioni?
