L'inizio dell'anno scolastico per le scuole superiori di Vibo continua a tenere accesa la discussione nella calda estate vibonese. Il provvedimento del presidente della Provincia Salvatore Solano che assegna al Liceo Vito Capialbi, ex Magistrale, nove aule all'Ite (ex Ragioneria) e sette nel palazzo della stessa Provincia, non è andato giù al dirigente Antonello Scalamandrè. Così per "ottemperare al nostro dovere di garantire il diritto allo studio dei nostri alunni", il dirigente del Capialbi ha scritto una lettera allo stesso presidente della Provincia di Vibo, al prefetto Francesco Zito, al presidente della Regione Jole Santelli e al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Maria Rita Calvosa.

Non garantite le aule necessarie. Ad oggi, spiega il preside, il Liceo Capialbi dispone di 45 aule a fronte di una popolazione scolastica di 1493 alunni, suddivisi in 66 classi. La direttiva della Provincia, però, "se e quando si tramuterà in provvedimenti attuativi, non garantirà al nostro Istituto - attacca Scalamandrè - neppure le aule necessarie per la didattica ordinaria, ma il tenore della stessa lascia intendere che abbiate risolto anche il problema della didattica in costanza di emergenza sanitaria, cosa assolutamente non rispondente al vero. Non riusciamo a comprendere, nel contesto della direttiva e tenuto conto di quanto sopra, il significato della parola 'razionalizzazione': ad ogni altro istituto scolastico della provincia di Vibo Valentia viene garantito un numero di aule superiore alle classi, ma non al Liceo Capialbi; ad ogni altro istituto scolastico della Provincia di Vibo Valentia viene garantita la sistemazione in non più di due plessi, mentre il Liceo Capialbi viene suddiviso in almeno tre plessi (ma ne sarà necessario almeno un quarto se si vorrà garantire la disponibilità di un’aula per classe)".

Perchè non utilizzare la struttura dell'ex Ragioneria? La “razionalizzazione” non convince il dirigente dell'ex Magistrale neppure in relazione "alla scelta delle aule da assegnare al Liceo Capialbi". "Presso l’Ite 'G. Galilei' (ex Ragioneria, ndr) di Vibo Valentia - spiega - struttura a brevissima distanza dallo stesso Liceo, vi è la disponibilità di non meno 25 aule, ma il presidente non ha mai voluto prendere in considerazione la possibilità di assegnare al Liceo Capialbi tutte le aule di cui ha bisogno presso tale struttura. Non riteniamo sufficiente quale motivazione la indisponibilità del dirigente scolastico Genesio Modesti, stante che la responsabilità di assegnazione è dell’Ente Provincia e che nell’azione amministrativa la Provincia dovrebbe veramente dare un senso alla parola 'razionalizzazione'”.

Discriminazione per la scuola "più apprezzata e popolosa". Per questa ragione è stato chiesto al presidente della Provincia Salvatore Solano, "prima ancora di assumere provvedimenti legati all’emergenza sanitaria", di voler assegnare al Liceo Vito Capialbi "21 aule (il minimo necessario per garantire un’aula per classe) e di farlo presso lo stabile che ospita l’Ite 'G. Galilei', dove la disponibilità è certamente congrua alle nostre necessità, evitando di fare uno spezzatino della scuola più grande e più apprezzata di tutta la nostra provincia". Al prefetto di Vibo Valentia, al presidente della Regione e al direttore generale dell’Usr per la Calabria, invece, "chiediamo di occuparsi attivamente, ognuno per le proprie competenze, del problema di assegnazione delle aule necessarie al Liceo Capialbi, che è un problema preliminare e indipendente dall’emergenza sanitaria in atto". Si tratta, conclude Scalamandrè, di un "trattamento discriminante riservato dall’Ente Provincia di Vibo Valentia a questa istituzione scolastica che, se dovesse perseverare, metterà a serio rischio l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/21 per gli alunni della scuola più popolosa e apprezzata della provincia di Vibo Valentia".